André Gide – Comportamento
Non ricerco la complicazione; essa è in me. Ogni gesto nel quale non riconosca tutte le contraddizioni che mi abitano, mi tradisce.
Non ricerco la complicazione; essa è in me. Ogni gesto nel quale non riconosca tutte le contraddizioni che mi abitano, mi tradisce.
Guardare dentro i nostri errori e dentro di noi, è il primo passo per poter riguardare fuori. E da lì, ricominciare. Da lì, dove abbiamo sbagliato.
Perché quando il troppo è davvero troppo, l’unica cosa che desideri è il silenzio intorno a te, per poter finalmente dedicarti alla soluzione dei problemi tuoi e ascoltare la tua voce interiore, tra fiumi di parole superflue che ti vengono inopportunamente scaricati addosso. Non si tratta di esserci o non esserci, ma semplicemente di sentire il bisogno impellente di drenare mente, corpo e spirito. Laddove proliferano veleni per l’anima, occorre fermare il passo e riflettere su percorsi alternativi da intraprendere. Il più bel dono offerto dall’amicizia e dall’amore è la comprensione dei silenzi dell’altro, l’esserci senza invadere un campo già di per sé fragile. Chi comprende ciò, e a te ci tiene, saprà raggiungerti nell’altrove; tutti gli altri continueranno a lamentarsi della tua presunta assenza, con immotivato vittimismo e cieco egocentrismo.
Tanto più matura si considera una persona, tanto più arrogante e presuntuoso sarà il suo comportamento nei confronti degli altri. Nonostante questo atteggiamento, quella persona sarà rispettata e considerata maggiormente rispetto ad un’altra umile e gentile.
Siamo gente sbagliata per chi non sa guardare altri modi di vivere e decidere. Siamo gente sbagliata per chi non sa ascoltare altre idee o parole tranne le sue. Siamo gente sbagliata per chi crede ed è convinto di essere sempre nel giusto! Siamo gente sbagliata per chi si sente giusto solo dove si dice “si” al loro “essere” convinti.
Il male più grande del mondo? L’ignoranza. È una brutta bestia perché gli ignoranti hanno la convinzione di sapere “tutto”, ma in realtà non sanno un cazzo.
Il gioco “un, due, tre, stella!” Insegna che le persone agiscono in maniera differente a seconda se mostri loro gli occhi o le spalle.