Andrea De Candia – Vita
Dalle spalle ai fianchi c’è come un sipario che tiene distante il petto dal dorso.
Dalle spalle ai fianchi c’è come un sipario che tiene distante il petto dal dorso.
In un giorno qualsiasi mentre il passato sta tentando di ucciderti i ricordi migliori prendono il sopravvento e inizi a “non sentire” più “quella fitta” dentro di te.
Sono cresciuto in una famiglia di brava gente, mi insegnarono a camminare, a parlare, ad amare, ma come era la vita, non me lo dissero.
Il cuore e la mente molte volte davanti ad un bivio vorrebbero andare ognuno per la sua strada, ma se prima o poi le strade non si ricongiungessero condurrebbero solo all’infelicità.
Io credo ai segnali. Quello che abbiamo bisogno di apprendere è sempre davanti ai nostri occhi; è sufficiente guardarsi intorno con deferenza e attenzione per scoprire dove Dio vuole condurci e quale sia il passo migliore da compiere nel minuto successivo. Ho imparato a rispettare il mistero. Come diceva Einstein: “Dio non gioca a dadi con l’universo”, tutto è collegato e ha un senso. Benché esso risulti occulto per gran parte del tempo, noi sappiamo di essere prossimi alla nostra vera missione sulla terra quando ciò che stiamo facendo è permeato dall’energia dell’entusiasmo. Se lo è, tutto va bene. Se non lo è, conviene cambiare rotta. Quando siamo sulla strada giusta, seguiamo i segnali e, se ci capita di fare un passo falso, ecco che la divinità ci viene in aiuto, evitandoci di commettere un errore.
Se l’attesa è massacrante, ciò che da tempo avevi atteso diventa meraviglioso.
In effetti c’hanno offerto il dono di “una vita sola” non possiamo pretendere un onesta compagnia.