Andrea Ricotti – Vita
Al mondo c’è troppo dolore… e i dottori non sanno che fare.
Al mondo c’è troppo dolore… e i dottori non sanno che fare.
Il tempo ci rende adulti. E il tempo fa sì che antichi templi crollino e che isole ancora più antiche sprofondino nel mare. C’era davvero un libro nel più grosso dei quattro panini che il panettiere di Dorf mi aveva messo nel sacchetto? Non c’è domanda che rivolga a me stesso con maggiore frequenza. Analogamente a Socrate, potrei dire: “Una cosa sola so: ed è di non sapere nulla”. Ma qualcosa, dentro di me, sa che c’è ancora un Jolly in giro per il mondo. Sarà lui a far sì che il mondo non si addormenti. In qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, potrebbe spuntare un minuscolo giullare coperto di campanelli. E allora, guardandoci dritto negli occhi ci ripeterà le domande: “Chi siamo noi? Da dove veniamo? “.
Se la vita prosegue per una via retta, perché ci fanno ruotare su 365 giorni?
Proprio come un albero scosso dal vento e pregno di pioggia, lei resisteva alle perturbazioni della vita usando le radici del suo animo come ancora al suolo.
L'”io” è un ottimo spunto per una riflessione profonda sulla propria esistenza. Uomini di ogni età, epoca e classe sociale si interrogano chiedendosi chi siamo e che cosa ci facciamo qui. Viviamo per morire; nell’attesa divertiamoci.
Anche se dette con l’intenzione di ferire l’altro le parole restano sempre pallottole senza la pistola.
Cado e mi rialzo, ricado e mi rialzo. Un giorno forse la vita mi lascerà in piedi, senza più farmi cadere.