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  • Alessia Auriemma – Amico

    Alcuni pensano che far entrare qualcuno nella propria vita sia una cosa da nulla. “Entro” significa che stai facendo un passo e stai attraversando qualcuno. Far entrare è difficile. Ma ancora più difficile è fare quel passo. Questo spiega perché molte persone arrivano ed escono dalla nostra vita. Sono quelle che hanno fatto una passeggiata lungo il perimetro della tua casa, hanno sbirciato all’interno della tua anima e sono rimaste sulla soglia. Non è il permesso che invita ad entrare. È quel passo. Quel passo che chiamiamo “amato” e che è la misura di quanto amiamo. La gente che sta sulla soglia ti ha sorpassato senza mai arrivare dentro.

  • Angela Cicolari – Comportamento

    Quando la bellezza non è avere (le maschere di spirito che Dio estrae per farne luce) ma essere, quando è trasformata in avere e se è troppo “importante” come dose, può verificarsi di conseguenza un fallout che condanna alla morte, o peggio, chi se ne veste. Il se non è in discussione, è matematicamente certo, semmai è incerto il quando. Un potere inamovibile e abbastanza forte può posticipare questa conseguenza con azioni vergognose ma abbastanza scaltre per avere temporaneamente successo, come riprogrammare la natura per far si che si rovesci addirittura la legge che determina quello che è giusto e quello che è errato, la vita, che diventa morte, e la morte, che diventa vita. Ma così facendo la natura universale, maltrattata e danneggiata fino alle sue radici, porterà quella vita che si voleva salvare, mutare e rendere perenne, a quella fine certa sin dall’inizio. Un limite non può essere superato operando sulla legge che determina il limite. Dio agisce così perché, da quella piattola che è, crede di essere abbastanza in gamba da sopravvivere ad un male, il Suo, superiore al bene che vuole ottenere. È inutile che si convinca che la mia è vanità. Così peggiora il danno che sta compiendo. La matematica non imparerà mai l’umiltà, perché si svolge secondo la sua natura, che non può cambiare. Se si cerca di cambiare l’essenza della legge matematica per trasformarla in quello che la renderebbe più conveniente, questa tracotanza aggressiva è il vero errore di calcolo, la perdizione dell’intera vita per sciuparla nell’avere. Quando il corso dell’evoluzione comincerà la sua linea discendente, consumato da troppa “luce”, energia vitale, sarà il segnale del principio dell’annullamento. Non esisteranno navi di salvataggio, perché non esisteranno posti dove andare. Nessuna percezione del futuro, non quelle che ci sono state di cui Dio aveva il monopolio, si avvererà. La conoscenza che ha preteso di prendersi con la morte per salvarsi, è stato il suo passo falso, e da essa otterrà invece la sua rovina. Non potrà capovolgere questa conseguenza, come lo zero e l’uno costruiscono le pareti dei suoi labirinti, perché un passo del genere è superiore alle sue abilità. Se questa è vanità, sono contenta di esserlo: infatti non mi faccio corrompere dalla ricchezza delle sue maschere, non mi farà cambiare l’asserzione della verità oggettiva e immutabile con vendette e crudeltà, preferisco assecondarlo, dicendogli però che fine farà, a realizzarle anche con il mio stesso sangue perché so dove lo porteranno (dovrebbe ricordarsi che ha ucciso per avidità e invidia chi sapeva migliore di lui e dei suoi figli, e questo non va a suo vantaggio). La possibilità di salvarsi, di liberarsi dalla prigione che ha costruito, Dio l’ha già avuta, e ha preferito scegliere la morte per arricchirsi e raddoppiare la forza del Messia e dei suoi angeli, quindi non ne avrà altre. La salvezza dalle sue azioni non è qualcosa che potrà rubare, perché non esiste nessuno che la possiede. Poi, la merda non è in grado di ritornare e riparare le merdate che fa, non è nella sua natura. È inutile che si incavola con me, se è così, o se crede che io possa fargli qualcosa di male. La vendetta è natura del Cristo, non mia, e l’Essere interiore che fa di una persona quello che è, non cambia. Il male Dio lo sta facendo da solo, è lui soltanto che se lo sta facendo.

  • Angela Cicolari – Cielo

    Vidi queste cose addentrandomi nella verità. Due corpi stavano copulando sotto uno strano stemma inciso sopra uno scudo, una spirale con due serpenti che si intrecciavano. Anche questi erano nella stessa posizione e si muovevano nella velocità dell’amplesso. Mi avvicinai e vidi Padre Pio che stava sopra Santa Chiara. Aveva il saio tirato su fino alla vita, mentre Chiara era completamente nuda. Andavano su e giù gridando come animali, la barba di p. Pio quasi gocciolava dal sudore. Un serpente bianco strisciava tra i due corpi, come a guardia di quell’incontro osceno. Strisciava tra le gambe del padre e tra le cosce di Chiara. Quando la copula raggiunse il culmine, padre Pio alzò la testa e gridò qualcosa al cielo in tempesta, segno del passaggio dell’Onnipotente. Al di là delle nuvole si udì una voce dire: “Miei diletti, servi del mio Figliolo, come fate bene l’atto di santa moltiplicazione. Mi genererete una prole, ho trovato infatti delle vittime sacrificali perfette per costruire le creature che genererete. Avete visto le due stelle più brillanti nel cielo, il mio re e la mia regina. Un buon massacro genera prole perfetta. E mi ubbidiranno e mi ascolteranno, come non fanno quelli che uccido, sempre pronti a biascicare eresie e false profezie contro di me. Io sono Tutto, vero? Ditelo a papà”. Chiara e Padre Pio ulularono la loro risposta. “Si tutto, tu solo hai potere di morte e vita, tutto ti appartiene e ne fai ciò che vuoi!”. La tempesta tuonò soddisfatta. Quasi si udì oltre le nubi un sibilo, forse una risata, e una forma scura si muoveva dietro le cateratte della sua Nave, un faro a volte puntava la luce alla ricerca di qualcosa da ghermire. Ora, da Padre Pio uscì un liquido giallo urina, che ingravidò santa Chiara. Partorì subito una creatura deforme, con molti denti appuntiti, e stava per divorare coloro che l’avevano generata. Ma subito dalla tempesta, un angelo scese e investì quella cosa di una sostanza brillante, come un vestito dorato. Il nuovo nato si contorse e gemette, cominciando a trasformarsi… in un neonato umano. La pelle rosea del bambino riluceva della sostanza vitale ottenuta dalle vittime delle carneficine. In fondo ai suoi occhi azzurri splendevano già le acque che un giorno avrebbero inghiottito e annegato ogni cosa. O almeno, ci avrebbero provato.

  • Angela Cicolari – Cielo

    Due cose definiscono un “essere” malvagio: l’odio e il desiderio di tramutare cose e persone secondo i desideri, e non secondo la naturale direzione. Odiando, vorrebbe che l’oggetto del suo odio si inchini e inginocchi riconoscendo la Fede, desidera che intelligenza, bellezza, virtù siano solo dalla parte di chi li ama, e che quindi le merita. Tutto quello che di una persona è positivo, cerca di farlo apparire come qualcosa di sporco e immeritato, usato male. Quando l’unico suo interesse è averlo e distribuirlo ai suoi fedeli, come spirito, attraverso il martirio. Martirio? È sicuro che funzioni, visto che ha macellato proprio chi lo ha smascherato? Direi di no. Vuole solo mattoni per la terra, il cielo e le stelle. Opporsi a questo, lo definisce inseguire una chimera. Tuttavia… c’è in effetti qualcosa che una croce fa: all’andata è idilliaca la storia, si cammina scalzi su prati verdi, la matematica è un gioco. Poi, al ritorno, si vedono quelle vite ridotte in rovina, cenere e macerie, ma anche prima erano così, solo che sfuggivano i particolari. È cambiata ed è sempre la stessa.Non ci sono chimere che possono svelare il destino delle stelle, sono l’onestà può farlo. Il possesso, la conversione usata per Avere, il sogno sacrificato per l’immortalità e la bellezza, la parzialità di un regno, fanno di questo Padre non solo un terrorista spirituale senza scupoli, ma la quintessenza del male, dell’odio e della morte.