Angela Cicolari – Successo
Se Dio vuole l’8, non deve fare altro che prenderselo.
Se Dio vuole l’8, non deve fare altro che prenderselo.
Due cose definiscono un “essere” malvagio: l’odio e il desiderio di tramutare cose e persone…
Non sono sicura che il diavolo ha gli occhi azzurri… un colore può spiegare qualcosa solo a chi sa vedere e dove guardare. Dio, dando un certo cibo e vestizioni al suo Messia, sta semmai cercando di farlo diventare il diavolo, per avere poi il potere di salvarsi dai crimini commessi, dannando il Bene, a cui da la colpa della condizione del Figlio. Ma invertire le due parti in punti delimitati, anche in solo pianeta, essendo tutto in ogni parte dell’universo collegato da causa ed effetto, precipiterà tutto, letteralmente, nell’inferno in cui, abusando l'”Onnipotente” del suo potere, vorrebbe mettere qualcun altro al posto del Messia. Si troveranno quindi ad essere gli unici signori incontrastati e scellerati di una vastità cosmica guastata e spaventosa, incluse quelle vite che non lo meriteranno, universo in cui avranno riversato la loro perdizione causata dalle azioni personali e matematicamente intrasferibili, per cercare di evitarla ad una ristretta cerchia di dèi.
Cosa c’è oltre il ponte? C’è chi dice il paradiso, ma io credo ci sia l’inferno. Uno spirito usato, anzi consumato, per costruirsi prole ed esteriorità, è un’illusione. Peggio, forse, il padre ed il maestro che illudono i loro figli, che costruiscono qualcosa con il rapimento e la mensa. Il punto d’arrivo è lo stesso punto di partenza, raso al suolo dalla troppa energia (acqua-fuoco) che lo spirito immette nella realtà. La fonte può diventare termine ultimo di tutte le cose. L’universo è come un albero, che si dirama da un “punto” o “luogo”. Come per tutti gli alberi, troppa acqua lo debilita, se all’apparenza è robusto e bello, all’interno comincia a deteriorarsi, e il suolo dove poggia a cedere, a sfaldarsi. Se “laggiù” c’è una piantagione di alberi, ci sarà la reazione a catena più tremenda che nemmeno un immortale potrà mai immaginare.
Mi ritengo il mio lettore più immediato e puntuale perché mi leggo mentre scrivo. Però senza di voi che mi leggete sempre o una volta ogni tanto, forse avrei smesso di scrivere subito dopo la mia prima scrittura, visto che da allora siete diventati la mia principale fonte di ispirazioni e incoraggiamento.
Il Padre celeste, cercando di invertire il destino e mutare le parole per salvare il suo angelo, uccidendo per allargare il suo regno e renderlo immortale, in realtà ha condannato a morte questo cosmo, e quindi anche sé stesso. Ah, se gli angeli scendessero dai loro piedistalli.
L’unica cosa che questa realtà accetta è l’onestà di fronte ad essa. Con le verità di comodo non si cambia il destino, con l’ostilità nel dare morte a chi non lo merita, si condanna tutta la realtà al crollo.