Angela Veronica Scuro – Stati d’Animo
Voglio essere amata, compresa, desiderata. Rispettata, voluta e cercata. Voglio essere tutto, ma solo per qualcuno.
Voglio essere amata, compresa, desiderata. Rispettata, voluta e cercata. Voglio essere tutto, ma solo per qualcuno.
Amo l’inverno. Posso mentire dicendo che tremo per il freddo, quando poi invece il freddo ce l’ho dentro.
Sono così: se vuoi l’elenco delle persone conosciute che non stimo, ti chiedo qualche anno di pazienza e ti presenterò un’enciclopedia. Se invece vuoi i nomi di coloro che apprezzo, giusto dieci secondi: il tempo di scriverli su un pezzettino di carta.
Sono single e ogni anno, da quando ho perso i miei, devo fingere di essere felice di trascorrere il Natale con parenti che vedo solo in questa occasione.Allora quest’anno ho deciso di dargli buca e di starmene a casa, aspettando che passino le ore, tra una lacrima e l’altra, cercando di capire in cosa ho sbagliato, se non sono riuscita a formarmi una famiglia. Il Natale è la festa in cui di più in assoluto si sente l’unione del nucleo familiare; io sono fortunata: almeno ho due gatti.
Non era per difendermi, forse l’ho solo ingannato per vedere quando riuscisse lui a beffare me, come in un gioco delle parti. E ora resto solo come un pazzo a vagabondare, vantandomi di essere il vincente tra me e l’amore e capire che il premio alla fine della corsa non era gran cosa quanto il correre fianco a lui.
Ho scelto di amare invece di odiare. Ho scelto di sorridere invece di piangere. Ho scelto “essere invece di apparire”! Ho scelto sempre la via più tortuosa, in salita, cosicché io possa comprendere con il sacrificio e lo sforzo il valore della vita. Ho scelto non sempre la cosa giusta, ma quando ho scelto l’ho fatto sempre con il cuore, per non ferire nessuno. Ho scelto di non avere gli occhi bassi, tristi, persi, ma ho scelto di guardare in alto dritto negli occhi della vita. Ho scelto di guardare avanti e vivere oggi quello che mi sono persa nel passato.
Essersi illusi di aver trovato tutto per poi rendersi conto di non avere in mano niente.