Angelo Cora – Vita
La vita non ti chiede di pagare l’ingresso ma al secondo ballo già ti presenta il conto.
La vita non ti chiede di pagare l’ingresso ma al secondo ballo già ti presenta il conto.
Sì, sono morto, sono tornato. Ho imboccato la luce, carezzava le membra nello stretto cunicolo lucente. Ho librato fuori dal tempo nella luce placato dall’ineluttabile destino. Scia di luce ch’è vita bisognosa di vita per vivere. Volevo abbracciarla migrare con lei nella pace. Il fondo non era chiaro un cerchio catramoso ribollente color pece maleodorante. Il mio volto in un gorgo sorride. È molto più chiara la falsità di quel sorriso che la luce divina. Indosso le ali d’angelo appena donatemi, fuggo dal sentiero lucente. Ho bisogno ancora d’un po’ di tempo.
Ci sono due parole che non adrebbero mai dette agli uomini: “Domani” e “Sempre”.
Siamo schiavi delle nostre identità e viviamo in prigioni create da noi stessi. Il modo migliore per sopportare il mutamento continuo è quello di trovare la pace all’interno del nostro cuore. Ciò che oggi ci rende felice domani ci recherà tristezza e ciò che oggi ci rattrista domani potrebbe darci la felicità.
Ti allontani dalle persone quando quest’ultime non provano per te quello che tu provi per te stesso. Profondo rispetto.
Soffrire e piangere significa vivere.
Le parole nascono dalle nostre emozioni, escono dalle nostre bocche e resteranno scolpite nel tempo.