Anna Bellinghieri – Filosofia
Il vero sapiente è cosciente della natura umana e la teme.
Il vero sapiente è cosciente della natura umana e la teme.
Se uno degli ascoltatori, non a scopo di contesa né per scherzare, ma seriamente dovesse rispondere, dopo aver riflettuto, a che cosa deve essere riferito questo nome, il “non essere”, in riferimento a che cosa e per quale oggetto noi crediamo che egli ne farebbe uso e che cosa indicherebbe a chi lo interroga? Ma questo almeno è chiaro, che il “non essere” non deve essere riferito a qualcuno degli enti. Ma noi diciamo che, se s’intende parlare correttamente, non bisogna definirlo né come unità né come molteplicità e neppure assolutamente chiamarlo con il “lo”, perché anche con questa espressione lo si designerebbe con una specie di unità.
Il pazzo è qualcuno che lascia comunque un segno, l’inetto è colui che glielo permette.
Non esiste il bene o il male, esiste il diverso punto di osservazione. Il conflitto nel mezzo scaturisce tra due “beni” soggettivi; o due “mali”.
L’autoironia è corretta e sintomo di maturità, ma quando questa diventa un mezzo per evitare di farsi carico dei nostri errori e delle nostre responsabilità, diventa l’arma dei perdenti.
Non dimenticare la variazione della forza, la scioltezza del corpo e il ritmo nelle tecniche.
L’infanzia è una condizione passeggera, i bambini sono potenzialmente degli adulti che sono potenzialmente dei vecchi. In pratica nasciamo potenzialmente morti.