Anna De Santis – Dillo in quattro parole
Eri la mia vita.
Eri la mia vita.
Vorrei tornare ai miei dieci anni in collegio dove tutti mi dicevano cosa dovevo fare… puntualmente non obbedivo ma era tale la soddisfazione.
Se l’amore t’insegue non farlo correre troppo… aspetta a sentire quello che di interessante ha da dirti… potrebbe essere quello giusto, non sempre chi ti colpisce in un primo momento ti rimane nel cuore, forse chi più fatica ad arrivare a te, avrà più possibilità di restare… per sempre.
Il mio pensiero sei, unico sempre.
Dove cavolo ho parcheggiato…
Momenti magici da riporre nel cuore e farlo vivere, altri da cancellare ma comunque servono per poter valutare quanto valga un minuto di serenità.
Noi pensiamo sempre che le persone disabili sono meno fortunate di noi e con pena le guardiamo, siamo comunque imbarazzati al loro passaggio perché non sappiamo se salutarli e fargli un sorriso che non costa niente, oppure no, se un bacio può fargli piacere oppure no, impariamo a vederli come noi siamo, anche noi abbiamo difetti da nascondere, non sono evidenti ma forse più gravi, eppure non ci sentiamo imbarazzati, la civiltà sta nell’accettare e rendere più normale la vita ai meno fortunati, solo allora potremo sentirci appagati.