Anna Maria D’Alò – Arte
A volte, l’arte è così viva che sembra fuoriuscire dal suo contesto.
A volte, l’arte è così viva che sembra fuoriuscire dal suo contesto.
Il Ventesimo secolo non era interessato né alle impressioni né alle emozioni, era interessato alle…
Spesso mi chiedo come mai si abbia, specialmente in determinate circostanze, questo bisogno incondizionato di scrivere, questa urgenza di permettere alle mie idee di assumere una forma concreta e plasmarsi secondo le esigenze di chiunque le legga. A questo quesito interiore rispondo semplicemente dicendo che ne sento il bisogno, un bisogno direi esasperato; immagino la scrittura come una vera e propria arte drammatica un po’ come recitare dove si indossano altri panni, si vivono altre vite e calarsi in un personaggio diventa necessario per simularne la parte. Così facendo si compie il miracolo di moltiplicare la propria esistenza, di entrare in un certo senso, in quello che potrebbe essere definita la “quarta dimensione” della mente.
L’arte è un vangelo di realtà che non può esprimersi in altri termini. In tal senso l’artista è un messaggero degli dei, e per tale ragione non può spiegare il loro messaggio in una lingua che non sia la sua.
La bellezza non si può rinchiudere, perché la sua esuberanza esplode. La felicità non si può nascondere sul volto di chi è illuminato, perché la sua luce lo tradisce.
Quando avverti dentro il tuo cuore come un boato che assorda i sensi e ti distoglie dal tuo mondo, sei sulla nuova strada a viaggiare nei labirinti dell’anima con la valigia colma di fragranze ancora da esplorare.
Non si finisce mai di navigare negli abissi di chi ami.