Anna Maria D’Alò – Comportamento
Lo sguardo riesce a comunicare prima delle parole e della gestualità del corpo.
Lo sguardo riesce a comunicare prima delle parole e della gestualità del corpo.
C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé.
Diffida di chi ti riempie di promesse per poi prenderle a schiaffi quelle stesse parole. E corri incontro, a perdifiato, verso chi senza paura rincorre i tuoi stessi sogni. E non ti fermare, e respira. Non ti voltare. Corri, corri, riposa, riprendi il respiro e vai. Ciò che hai lasciato alle spalle diverrà “nuvole”.
Se si vede che un comportamento è sbagliato, si dovrebbe prima di tutto interrompere l’azione. Si è talmente sicuri che essere nell’errore è un diritto, perché l’autorità viene da Dio (e potrebbe essere in effetti vero), che il Male è forte e salvifico, che si sottovalutano le conseguenze, perché si sottovaluta l’importanza e il destino dell’avversario macellato, seppur onorandone la memoria. I discepoli hanno completa libertà di decisione, ma c’era un’eventualità che nemmeno Dio ha immaginato. Forse avrebbe dovuto pensare ad una specie di “Legge zero” per i suoi, immaginata da uno dei detestati scrittori, anche se ormai questa esperienza non può più essere utile al signore degli eserciti.
Quante volte facciamo finta di niente, diciamo “va tutto bene”, invece non è così, invece vorremmo urlare al mondo che stiamomale e non lo facciamo perché è più facile stare in silenzio e non dare spiegazioni, è più facile chiudersi nel mutismo piuttosto che parlare sapendo di non essere capiti, è più facile e soprattutto meno doloroso stare in silenzio quando le urla del cuore non vengono ascoltate.
Ho preso un treno diretto, non mi sono fermata a nessuna stazione, qualche volta ho perso qualche ottima coincidenza, ma tutto sommato il mio viaggio è stato molto interessante, e non mi sono mai pentita, anche perché pensare a quello che non hai provato fa stare male.
Sognare a occhi aperti è come vedere un film senza immagini: devi essere tu a inerirle, secondo l’umore, le persone e i luoghi che ti circondano.