Anna Maria D’Alò – Comportamento
Spesso la gente crede di sapere di te ciò che neppure tu conosci.
Spesso la gente crede di sapere di te ciò che neppure tu conosci.
Scrivere significa esprimere ciò che, timidamente, non riesci a pronunciare, racchiudere in dolci parole tutto il tuo amore, esprimere sentimenti repressi da tempo e dichiararsi con la persona amata. Significa essere quello che, nella realtà, non riesci ad essere… un po’ per timidezza, un po’ per pigrizia. Scrivere significa raccontare storie rinchiuse nell’anima e riuscire a trovare le parole giuste quando tutto sembrava perso. Significa dedicare poesie, scusarsi con parole meravigliose, pentirsi per gli errori commessi, raccontare la propria vita su un foglio bianco. Scrivere vuol dire macchiare quel foglio di sentimenti rinati, cuori risorti, anime innamorate, rabbie, pianti, sorrisi, legami persi, amicizie ritrovate, ogni frammento di emozione. Scrivere significa emozionarsi, mentre la tua anima scorre su questo foglio macchiato di inchiostro colorato e mentre rileggi la tua vita, candida, bellissima vita. Scrivere è ridere, ridere quando tutto sembrava abbandonato e quando ogni cosa si anneriva per le più futili sottigliezze. Perché scrivere è anche un po’ questo: ritrovare, nel grigio più assoluto, una fetta di arcobaleno. E perché scrivere vuol dire, nella sua più semplice banalità, ritrovare se stessi. Perché, seppur dentro mi senta morire, scrivere significare ricominciare a vivere… vivere per me stessa, vivere per gli altri!
La credibilità si guadagna con il passare del tempo, ma la si perde in un momento.
La gratitudine molti credono che sia una dote, come il saper fare qualcosa più degli altri. Ma non sa che è radicata in se stessi, nasce e cresce insieme alla persona. La gratitudine non si compra al supermercato. La gratitudine ti contraddistingue dalla massa, fa onore e ti rende vera.
Impariamo a vivere con ciò che non possiamo cambiare, la scelta sta a noi di…
Non si gioca con un cuore. Non sai che è di cristallo?
Non dobbiamo rimpiangere il passato perché potremo in futuro rimpiangere questo presente che abbiamo trascorso rimpiangendo il passato.