Anna Maria D’Alò – Figli e bambini
L’amore di una mamma per il proprio figlio, di qualsiasi natura sia, è unico e magico.
L’amore di una mamma per il proprio figlio, di qualsiasi natura sia, è unico e magico.
Padre, tu che mi hai lasciato crescere solo, tu che mi hai insegnato odio sempre e solo. Padre tu che con le tue reazioni violente, mi hai insegnato una via soltanto, ed è la via della paura, e del prepotente. Padre tu che non mi hai insegnato ne a radermi ne a guidare, ma solo a gridare. Padre tu che non hai coltivato in me nessuna speranza, lasciandomi a marcire in una stanza, di una casa senza amore ne calore. Padre tu che hai lasciato ferite aperte dentro un cuore che però non prova più alcun dolore, conferma di un affetto che non ha avuto alcun effetto. Padre tu che esaudivi i miei desideri con i denari, senza sapere che ciò che mi serviva eran cose non costose. Padre tu che però se stavo male, eri pronto ad aiutare, che passavi a volte, notte e dì, a controllare se la fronte scottava di calore. Ed è per questo, che io non ti detesto, ma ti perdono per tutto il resto, padre, e ora qui io resto.
La danza è il linguaggio poetico del corpo muto.
Nell’artista regna sempre un po’ del divino e un po’ di follia.
La trama dell’essere è intessuta dai fili del tempo e dalle rughe dell’anima.
Quando si tocca il fondo o anneghi oppure trovi, finalmente, la spinta per riemergere dagli abissi e vedere la luce.
È nella scarsa visibilità che crei il tuo visibile.