Anna Maria D’Alò – Morte
Bisogna morire più volte a se stessi per non morire senza essersi mai conosciuti.
Bisogna morire più volte a se stessi per non morire senza essersi mai conosciuti.
Cos’è la bellezza? Chi può definire la perfezione o l’imperfezione? L’occhio, il cuore, il tatto, sono fallibili e condizionati dalle sensazioni e dalle emozioni. La bellezza è relativa, è soggettiva, ma non è mai estrapolata dal suo contesto, dal suo esistere ed essere; è bello ciò che piace e fa star bene, ma che soprattutto illumina la tua anima come lampada accesa dalla sua cornice interiore.
Non esiste il domani senza l’oggi, vivi oggi se vuoi assaporare il domani.
Nel voler morire, e far morire, ad ogni costo quando non serve, per seguire le proprie ingordigie di spirito, non c’è nessuna vittoria.
Gli incubi sono le gallerie buie della nostra anima in cui volano i fantasmi che non abbiamo ancora smascherato.
L’uomo è sempre in precario equilibrio tra il Nulla e il Tutto.
La morte l’ho mandata a cagare più di una volta, ma è troppo assillante. Non si arrende mai!