Anna Maria D’Alò – Uomini & Donne
L’uomo è un mosaico di infiniti puzzle colorati che incastra nel quadro del suo vissuto e del suo incompiuto, cercando di eliminare i tasselli dai colori sbiaditi.
L’uomo è un mosaico di infiniti puzzle colorati che incastra nel quadro del suo vissuto e del suo incompiuto, cercando di eliminare i tasselli dai colori sbiaditi.
Noi donne siamo nate – o siamo state educate così? – attente a tutto quello che accade agli altri, ma assai poco a ciò che ci riguarda in prima persona. Nel linguaggio del non detto, viviamo protese verso “l’altro finale”: la maternità. I figli maschi non si accorgono di nulla, loro giocano a pallone; le femmine, invece, si preoccupano perché il viso della mamma è segnato dalla tristezza: da sempre sanno riconoscere le espressioni della tristezza.
Amo Westley, l’ho sempre amato. A quanto pare lo amerò sempre. Non lo sapevo quando sei venuto da me. Ti prego di credere a quello che sto per dirti: quando mi hai detto che dovevo sposarti o andare incontro alla morte, ho risposto “uccidimi”. E parlavo sul serio. Parlo sul serio anche adesso: se dirai che fra cinquanta giorni dovrò sposarti, domani sarò morta.
L’amore è come partorire una nuova esistenza, insieme, dal grembo delle attese e fare i primi passi tra le braccia del mondo per poi crescere e diventare adulti delle proprie esperienze… fino ad essere vita di altre vite.
Le donne si lasciano affascinare dagli uomini roccia per l’energia che emanano, salvo lamentarsi in seguito della loro rigidità e pretendere da quei musoni la stessa effervescenza che le asfissiava nei fidanzati precedenti.
La felicità dura l’attimo di una farfalla che si posa sul fiore per succhiare il nettare. L’infelicità dura tutto il tempo che l’uomo le concede.
Pareva la sola che riuscisse ad accettarlo com’era, forse perché non tentava di darsene una spiegazione.