Annamaria Crugliano – Destino
Se percuoti il cielo mio Dio come farò a volare?
Se percuoti il cielo mio Dio come farò a volare?
Un uomo gradatamente si identifica con la forma del proprio destino; un uomo è, a lungo andare, le proprie circostanze.
C’è chi di fronte alle difficoltà si arrende e dice: “Era destino…” e chi invece stringe i denti, guarda avanti e pensa: “Non hai ancora idea di contro chi ti sei messo!”. Il destino asseconda gli audaci!
Non c’è più quella grazia fulminante, ma il soffio di qualcosa che verrà.
Su in alto nel Nord, nel paese chiamato Svitjod, c’è una roccia. È alta cento miglia, ed ha cento miglia di ampiezza alla base. Ogni mille anni un uccellino viene ad aguzzare il suo becco su questa roccia. Quando la roccia sarà del tutto corrosa, sarà trascorso un solo attimo dell’eternità.
Nasciamo nudi, umidicci e affamati. Poi le cose peggiorano.
All’ottimista può solo andare peggio.