Anonimo – Accontentarsi
Sii contento senza accontentarti mai.
Sii contento senza accontentarti mai.
Sai che c’è che come sai giocare tu, so giocare anch’io, è solo che io me la voglio gustare bene bene la mia vendetta, aspetto il momento giusto per servirti il piatto della mia vendetta. Tradire me, pessima mossa.
Se senti come un fruscio, è il vento leggero che ti sfiora. Se ascolti l’eco…
– Amore, il colore dei tuoi capelli è stupendo; simile a quello dei pomodori di fresca stagione.- Ma sei daltonico? Guarda che non sono rossa!- Appunto castano dei pomodori O.G.M.M.M. (organismo geneticamente modificato molto male).
L’abitudine a ciarlare rende l’uomo oratore.
Da Carmelo Bene, abbiamo appreso l’arte del disapprendere,dello sperpero dell’arte, della generosità autentica di chi è uscito dalla catena di montaggio. Dobbiamo a questo genio la lezionedi un arte che non consola, che non si arruffiana con il potere,che considera l’individuo non come facente parte di un socialecatalogato e omologato. Quando lo ascolti non sai cosa voglianodire quei testi. Il fatto è che nell’istante in cui Carmelo Benepronuncia una parola, in quell’istante, tu sai cosa vuol dire,un istante dopo: non lo sai più. Così il significato del testoè una cosa che percepisci, si, ma nella forma aereadi una sparizione. Lui diventa quelle parole e quelle parolenon sono più parole, ma voce. E suono che accadediventa ciò che accade, e dunque tutto… e il resto non è più niente.
Nella vita c’è chi s’accontenta di partecipare e chi gioca per vincere.