Anonimo – Comportamento
Ho appena comperato un biglietto per viaggiare indietro nel tempo, pur sapendo che l’unico motivo per il quale si debba guardare indietro nella vita, è per guardare il culo a qualcuno.
Ho appena comperato un biglietto per viaggiare indietro nel tempo, pur sapendo che l’unico motivo per il quale si debba guardare indietro nella vita, è per guardare il culo a qualcuno.
Non contare su nessuno, non appoggiarti mai troppo a qualcuno. Sono tutti bravi a dirti: “io ci sono”! Ma sono veramente pochi quello che lo fanno fino in fondo, costantemente e sinceramente!
Ti credi una vincente e invece sei solo una perdente nata. Sei affetta dal morbo dell’invidia, rosichi della felicità altrui. L’unica cura secondo me è trovare al più presto qualcuno che soddisfi le tue frustrazioni.
Non aver paura di stare con me, non ho colpa io se in passato qualcuna ha giocato con te… meriti me, ci meritiamo. Stiamoci accanto.
Coltiva i tuoi pensieri. I migliori che puoi. Sono loro che, regnando nella tua mente,…
Troppi limiti sono nocivi: il saggio infatti imposta la propria esistenza ponendosi limiti nel limitarsi.
Quando siamo bambini l’inferno non è altro che il nome del diavolo sulla bocca dei nostri genitori. Poi questa nozione si complica, e allora ci rigiriamo nel letto nelle interminabili notti dell’adolescenza, cercando di spegnere le fiamme che ci bruciano, le fiamme dell’immaginazione. Più tardi, quando non ci guardiamo più allo specchio perché i nostri volti cominciano ad assomigliare a quello del diavolo, la nozione dell’inferno si trasforma in un piumone intellettuale e allora, per sottrarci a tanta angoscia, ci mettiamo a descriverlo. Giunti alla vecchiaia l’inferno è così alla portata di mano che l’accettiamo come un male necessario e lasciamo persino scorgere la nostra ansia di patirlo. Ancora più tardi, e adesso sì che siamo tra le sue fiamme, mentre bruciamo cominciamo a intuire che forse potremmo acclimatarci. Passati mille anni un diavolo ci chiede, con aria di circostanza, se soffriamo ancora; gli rispondiamo che l’abitudine ha una parte ben maggiore della sofferenza. Alla fine arriva il giorno in cui potremmo abbandonare l’inferno, ma rifiutiamo fermamente tale offerta. Chi rinuncia infatti a una cara abitudine?