Anonimo – Comportamento
Se mi vuoi diversa cambia la sequenza di basi azotate nel mio dna.
Se mi vuoi diversa cambia la sequenza di basi azotate nel mio dna.
Qui sème l’illusion récolte la souffrance.Quand je serai mort, on ne me fera plus souffrir.C’est pour avoir trop souffert que je ne puis plus souffrir.Vivre signifie sentir et penser, souffrir et jouir; toute autre vie est synonyme de la mort.Chi semina l’illusione raccoglie la sofferenza.Quando morirò, nessuno mi darà altre sofferenze.È per aver troppo sofferto che non posso più soffrire.Vivere significa sentire e pensare, soffrire e gioire; qualsiasi altro tipo di vita è sinonimo di morte.
La rosa sbocciando fa colpo su tutti e tu hai fatto colpo su di me.
Per rendere sopportabile la realtà, siamo costretti a coltivare in noi qualche pazzia.
Abbiamo bisogno di preti, Signore, ma di preti fatti sul tuo stampo; non vogliamo sgorbi, non vogliamo “occasionali”, ma preti autentici, che ci trasmettano te senza mezzi termini, senza ristrettezze, senza paure. Vogliamo preti “a tempo pieno”, che consacrino ostie, ma soprattutto anime, trasformandole in te; preti che parlino con la vita, più che con la parola e gli scritti; preti che spendano il loro sacerdozio anziché studiare di salvaguardarne la dignità. Sai bene, Signore, che l’uomo della strada non è molto cambiato da quello dei tuoi tempi; ha ancora fame; ha ancora sete; fame e sete di te, che solo tu puoi appagare. Allora donaci preti stracolmi di te, come un Curato d’Ars, preti che sappiano irradiarti; preti che ci diano te. Di questo, solo di questo noi abbiamo bisogno. Perdona la mia impertinenza: tieniti i preti dotti, tieniti i preti specializzati, i preti eloquenti, i preti che san fare schemi, inchieste, rilievi. A noi, Signore, bastano i preti dal cuore aperto, dalle mani forate, dallo sguardo limpido. Cerchiamo preti che sappiano pregare più che organizzare, preti che sappiano parlare con te, perché quando un prete prega, il popolo è sicuro. Oggi si fanno inchieste, si fanno sondaggi su come sarà, su come la gente vuole il prete. Non ho mai risposto a queste inchieste, ma a te, Signore, posso e voglio dirlo: il prete io lo voglio impastato di preghiera. Donaci, o Signore, preti dalle ginocchia robuste, che sappiano sostare davanti a te, preti che sappiano adorare, impetrare, espiare; preti che non abbiano altro recapito che il tuo Tabernacolo. E dimenticavo: rendici degni di avere tali preti.
Come può la nostra anima aiutarci, se, mentre ci porta l’infinito, analizziamo territori limitati di noi stessi, chiedendoci come andrà a finire? L’infinito non finisce, solo il nostro Io riporta tutto alla banalità.
Se sei una stella, è quando scende il buio che devi brillare.