Anonimo – Comportamento
Ora tu mi guardi come se fossi un assassino ma quello che sta morendo sono io.
Ora tu mi guardi come se fossi un assassino ma quello che sta morendo sono io.
Anche se due persone hanno punti di vista differenti e possono interpretare gli sbagli reciproci differentemente, non credo sia motivo in più per continuare a litigare perché gli errori ormai sono fatti, ma un ottimo punto dal quale ripartire dopo aver chiarito. Perché credo che se due persone ne parlano e cercano soluzione è solo perché c’è interesse a portare avanti quel qualcosa che si sta creando, qualunque cosa sia.
È privo di logica affermare “io non mi conosco”. Tutti conoscono se stessi, ogni singola piega esistenziale, ogni sfumatura emotiva, ogni goccia caratteriale; pochi semmai si raccontano per quello che sono, perché ne hanno paura. Questo però è un altro discorso.
Meglio giocare e soffrire, piuttosto che guardare e tacere. Nelle partite di sempre come nelle olimpiadi della vita.
È un mio limite, non posso negarlo. Se mi dimostri affetto, ti do anche l’anima, mi spoglio di ciò che è mio per dimostrarti che ci tengo. Ma se ti scopro falso, non ti perdono neanche fra un milione di anni.
Quanti istanti degni di essere ricordati passano davanti ai nostri occhi senza che ce ne…
Il fine della psicologia è darci un’idea completamente diversa delle cose che conosciamo meglio.