Anonimo – Comportamento
Se si potessero portare in piazza le proprie preoccupazioni, nel vedere quelle degli altri, si tornerebbe a casa con le proprie, più volentieri.
Se si potessero portare in piazza le proprie preoccupazioni, nel vedere quelle degli altri, si tornerebbe a casa con le proprie, più volentieri.
Essere succubi di altre persone è una forma di privazione del proprio essere che non sempre è facile da controllare e che finisce quasi sempre di fronte un bivio dove scegliere tra la libertà e il continuare a vivere una vita infelice.
L’Italiano è saggio prima di fare una cosa, il Tedesco quando la fa, e il Francese quando è bell’e fatta.
A visitar frati si va.
Accade invece che, quando ci si trovi in disaccordo su qualche punto, e quando l’uno non riconosca che l’altro parli bene e con chiarezza, ci si infuria, e ciascuno pensa che l’altro parli per invidia nei propri confronti, facendo a gara per avere la meglio e rinunciando alla ricerca sull’argomento proposto nella discussione.
È troppo facile guardare me e giudicare me senza sapere un cavolo della mia vita… Prova a guardare te stesso, a giudicare te stesso e visto che della tua vita conosci assai… vediamo se dopo avrai ancora il coraggio e la faccia di guardare quella degli altri. Vediamo se dopo esserti “Valutato” con sincerità avrai ancora il coraggio di dire quanto “Sei migliore” e quanto gli altri siano “Peggiori”!
Scegliere è un dovere, il resto inutili inconsistenti riempitivi!