Anonimo – Comportamento
L’umiltà. Ah, l’umiltà, così nascosta, così poco cercata, quante persone salva.
L’umiltà. Ah, l’umiltà, così nascosta, così poco cercata, quante persone salva.
Ho imparato che, per farsi rispettare, occorre saper dire di no, anche ad un amico, anche alla persona che ami, perché tutti, nessuno escluso, si possono approfittare di te.
Nel dare una falsa speranza c’è una attesa, cosciente, repressa e spesso tormentata.
Per smettere di soffrire e di prendere fregature, si deve principalmente smettere di dare credito a tutti. Smettendo anche di trovare squallide giustificazioni ad ogni atteggiamento. Cominciamo a prendere in mano la situazione, riprendendoci la nostra vita appena vediamo che “non va”. Eviteremo molti pianti, il tempo perduto e molto spesso anche il “passare da coglioni”.
Avevamo ancora tanto da dire. Tante frasi ripetute mille volte, tanti “aspetta” e “mi dispiace” forse troppo consumati. Tante parole che ci avrebbero ucciso o fatto rialzare. Ma nessuno dei due parlò. Ci fissammo negli occhi, senza dire una parola entrambi capimmo che per dire addio non servivano frasi, erano bastati i silenzi che nessuno aveva cercato di rompere, per tutto quel tempo. Nessuno voleva parlare perché quell’unica parola, quelle 5 lettere ci avrebbero distrutti. Feci un respiro profondo, lo guardai ancora più nel profondo, oltre i suoi occhi verdi. “Addio”, e me ne andai.
Potrei gridare al mondo intero che sono nel giusto, alcuni mi crederanno altri no. Ma la mia coscienza lo sa.
Non mi pento per quello che ho detto, semmai mi pento per come l’ho detto.