Anonimo – Comportamento
La quintessenza del privilegio è l’antichità del privilegio.
La quintessenza del privilegio è l’antichità del privilegio.
Si comprende di più con un silenzio sommesso che con l’urlo delle parole.
Lascia il tempo che trovi, se trovi tempo.
Mi fanno sempre una certa impressione, quei soggetti che si riferiscono a se stessi parlando, troppo spesso, in terza persona. Li trovo quasi surreali: è come se si fossero costruiti addosso un personaggio, annullando drammaticamente il proprio Io.
Se fossimo capaci di prevedere il futuro, eviteremmo di fare un sacco di “puttanate”, ma potremmo aiutarci, accendendo il cervello prima di scrivere “cazzate”, o peggio ancora, per qualcuno, a pronunciarle con quel “cesso” di bocca.
Parlare e non essere ascoltata. Si parla non certo per imporre il proprio pensiero, ma per avere un confronto con educazione e civiltà. Anche se a volte dire ciò che si pensa senza ipocrisia e falsità può far perdere le persone, perché spesso la tua opinione magari discorde, viene interpretata come un rifiuto dell’altra parte.
Nessuno può pretendere di cambiare l’altro a sua immagine, amerebbe se stesso.