Anonimo – Destino
Non puntare mai su un perdente pensando che la sua fortuna potrà cambiare prima o poi.
Non puntare mai su un perdente pensando che la sua fortuna potrà cambiare prima o poi.
Il latino apre la mente.
Tempo aggredito, rapito, assoggettato, nelle strade cambiate dalla mano che tutto prende. Ecco il millennio dell’infinito: Cristo ha vinto. Le sue risate di vittoria riecheggiano nello spazio introverso, tra le mura dell’interminabile prigione, l’amara conquista di specchi e di vite replicate sino all’uno finale, dove non resterà altro che non somigli a se stesso, fino ad annullarsi. Assoggettando tutti gli elementi in un grido disperato di morte, re infelice e vittorioso che tutto ha conquistato, niente ha avuto. La mensa è vasta quanto l’universo fino ai suoi limiti. La mensa è l’universo, che sembra dilatarsi nell’immortalità immorale, a prezzo dell’anima. E all’estremo, finirà nel silenzio di conquiste e mattanze lontane di mondi ancora ignari.
Cammino, senza voler arrivare. La mia meta è l’infinito. La mia realtà il camminare.
A certe vetrine non ti ci puoi avvicinare.
Carezze, baci, coccole, sanno darti tanta felicità in un batter d’emozione.
Le persone non cambiano. Non cambieranno mai.