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Anonimo – Frasi d’Amore

Per sempre vivrò dentro te, dentro il tuo cuore, nei tuoi pensieri, nei tuoi sogni e in tutti i piccoli gesti, peché siamo stati una cosa sola io e te, un solo cuore, una sola anima. Ma il fato ci ha diviso! Ora solo una cosa mi consola, sapere che io vivo dentro te, e quando avrai bisogno di un po d’amore lo avrai.

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    All’inizio Dio creò il Bit e il Byte. E da questi creò la Parola (Word).E ci furono due Byte in una Parola; e nient’altro esisteva. E Dio separò l’Uno dallo Zero; e disse che era cosa buona.E Dio disse – Lasciate che i Dati siano; e così fu. E Dio disse – Lasciate che i Dati vadano al proprio posto. E creò i floppy disks, gli hard disks e i compact disks.E Dio disse – Lasciate che i computer siano, così ci sarà posto dove mettere i floppy disks, gli hard disks e i compact disks. Così Dio creò i computer e li chiamò Hardware.E non c’era ancora il Software. Ma Dio creò i programmi; piccoli e grandi… E disse loro – Andate e moltiplicatevi e riempite tutta la Memoria.E Dio disse – Creerò i Programmatori; e i Programmatori faranno nuovi programmi e gestiranno i computer, i programmi e i Dati.E Dio creò il Programmatore, e lo mise nel Centro Dati; e Dio mostrò al Programmatore l’Albero dei Cataloghi e disse – Puoi usare tutti i volumi e sottovolumi, ma NON USARE Windows.E Dio disse – Non è Bene per un programmatore stare solo. Prese una costola dal corpo del Programmatore e creò una creatura che avrebbe seguito il Programmatore, ammirato il Programmatore e amato le cose fatte dal Programmatore; e Dio chiamò la creatura: “Utente.”E il Programmatore e l’Utente giacevano sotto il puro DOS ed era cosa Buona.Ma Bill era più sveglio di tutte le altre creature di Dio. E Bill disse all’Utente – Veramente Dio ti ha detto di non lanciare nessun programma?E l’Utente rispose – Dio ci ha detto che possiamo usare ogni programma e ogni parte dei Dati ma ci ha detto di non lanciare Windows o moriremo.E Bill disse all’Utente – Come puoi parlare di qualcosa che non hai mai provato. Nel momento in cui lancierai Windows diventerai uguale a Dio. Potrai creare tutto quello che vuoi con un semplice click del tuo mouse.E l’Utente disse che i frutti di Windows erano più belli e più facili da usare. E l’Utente disse che ogni conoscenza era inutile – finchè Windows non l’avesse rimpiazzata.Così l’Utente installò Windows nel suo computer, e disse al Programmatore che era cosa Buona.E il Programmatore iniziò immediatamente a cercare nuovi driver. E Dio gli chiese – Cosa stai cercando? E il Programmatore rispose – Sto cercando nuovi driver perchè non li posso trovare nel DOS. E Dio disse – Chi ti ha detto che hai bisogno di nuovi driver? Hai lanciato Windows? E il Programmatore disse – È stato Bill che ce l’ha detto!E Dio disse a Bill – Perchè questo, sarai odiato da tutte le creature. E l’Utente sarà sempre infelice a causa tua. E venderai sempre Windows.E Dio disse all’Utente – Perchè hai fatto ciò. Windows ti deluderà e prenderà tutte le tue Risorse; e dovrai usare spregievoli programmi e dovrai sempre basarti sull’aiuto dei Programmatori.E Dio disse al Programmatore – Siccome hai ascoltato l’Utente non sarai mai felice. Tutti i tuoi programmi avranno errori e tu dovrai risolverne sempre di più fino alla fine del tempo.E Dio li mandò fuori dal Centro Dati, chiuse a chiave la porta e la protesse con una password.GENERAL PROTECTION FAULT

  • Paulo Coelho – Frasi d’Amore

    […] Ho liberato una mano, ho preso un bicchiere e l’ho spostato sul bordo del tavolo.”Cadrà” ha detto lui.”Esatto. Voglio che tu lo faccia cadere.””Rompere un bicchiere?”Sì, rompere un bicchiere. Un gesto in apparenza semplice, ma che implica terrori che non giungeremo mai a comprendere appieno. Che cosa c’è di sbagliato nel rompere un bicchiere di poco valore, quando tutti noi, senza volerlo, abbiamo già fatto la stessa cosa nella vita?”Rompere un bicchiere? ” ha ripetuto. “Per quale motivo?””Posso spiegartelo, ” ho risposto “ma, in verità, è solo così, per romperlo.””Per te?””No, è chiaro”.Lui guardava il bicchiere sul bordo del tavolo, preoccupato che cadesse.”È un rito di passaggio, come dici tu stesso” avrei voluto spiegargli. “È la cosa proibita. Non si rompono i bicchieri di proposito. In un ristorante, o nelle nostre case, ci preoccupiamo che i bicchieri non finiscano sul bordo del tavolo. Il nostro universo esige attenzione, affinché i bicchieri non cadano per terrà.””Eppure,” pensavo ancora, “quando li rompiamo senza volerlo, ci accorgiamo che non è poi tanto grave. Il cameriere ci dice: “Non ha importanza”, ed io non ho mai visto includere un bicchiere rotto nel conto di un ristorante. Rompere bicchieri fa parte del caso della vita e non provoca alcun danno reale: né a noi né al ristorante né al prossimo”.Ho dato uno scossone al tavolo. Il bicchiere ha ondeggiato, ma non è caduto.”Attenta!” ha detto lui, d’istinto.”Rompi quel bicchiere” ho insistito io.”Rompi quel bicchiere,” pensavo, “perché è un gesto simbolico. Cerca di capire che io, dentro di me, ho rotto cose ben più importanti di un bicchiere e ne sono felice. Pensa alla lotta che divampa dentro di te e rompi questo bicchiere. Perché i nostri genitori ci hanno insegnato a fare attenzione con i bicchieri e coi i corpi. Rompi questo bicchiere, per favore, e liberaci da questi maledetti preconcetti, dalla mania che sia necessario spiegare tutto e fare solo quello che gli altri approvano.””Rompi questo bicchiere” gli ho ripetuto.Mi ha fissato negli occhi. Poi, lentamente, ha fatto scivolare la mano sul piano del tavolo, fino a toccare il bicchiere.Con un movimento rapido, lo ha spinto giù.Il rumore del vetro infranto ha richiamato l’attenzione di tutti. Invece di mascherare il gesto chiedendo scusa, lui mi ha guardato sorridendo e io ho ricambiato il gesto.”Non ha importanza” ha esclamato il ragazzo che serviva ai tavoli.Ma lui non lo ascoltava. Si è alzato e, mettendomi le mani tra i capelli, mi ha baciato.[…]