Anonimo – Frasi Sagge
Punta sempre alla luna, male che vada cadrai su di una stella.
Punta sempre alla luna, male che vada cadrai su di una stella.
Ci sono persone che amiamo cosi intensamente che continuiamo ad amarle anche quando ci feriscono profondamente. Le amiamo anche se il dolore che ci procurano ci dilania l’anima, lascia cicatrici che mai si rimargineranno. Soffriamo, ma nel profondo del nostro cuore non possiamo smettere di amarle perché sono parte di noi.
La forza del proprio credere qualunque esso sia, è miracoloso.
Viva la Repubblica Italiana!
Il tempo sta dilatandosi come un arco teso e noi si percorre quel filo, in equilibrio sull’anima.
Abbiamo bisogno di preti, Signore, ma di preti fatti sul tuo stampo; non vogliamo sgorbi, non vogliamo “occasionali”, ma preti autentici, che ci trasmettano te senza mezzi termini, senza ristrettezze, senza paure. Vogliamo preti “a tempo pieno”, che consacrino ostie, ma soprattutto anime, trasformandole in te; preti che parlino con la vita, più che con la parola e gli scritti; preti che spendano il loro sacerdozio anziché studiare di salvaguardarne la dignità. Sai bene, Signore, che l’uomo della strada non è molto cambiato da quello dei tuoi tempi; ha ancora fame; ha ancora sete; fame e sete di te, che solo tu puoi appagare. Allora donaci preti stracolmi di te, come un Curato d’Ars, preti che sappiano irradiarti; preti che ci diano te. Di questo, solo di questo noi abbiamo bisogno. Perdona la mia impertinenza: tieniti i preti dotti, tieniti i preti specializzati, i preti eloquenti, i preti che san fare schemi, inchieste, rilievi. A noi, Signore, bastano i preti dal cuore aperto, dalle mani forate, dallo sguardo limpido. Cerchiamo preti che sappiano pregare più che organizzare, preti che sappiano parlare con te, perché quando un prete prega, il popolo è sicuro. Oggi si fanno inchieste, si fanno sondaggi su come sarà, su come la gente vuole il prete. Non ho mai risposto a queste inchieste, ma a te, Signore, posso e voglio dirlo: il prete io lo voglio impastato di preghiera. Donaci, o Signore, preti dalle ginocchia robuste, che sappiano sostare davanti a te, preti che sappiano adorare, impetrare, espiare; preti che non abbiano altro recapito che il tuo Tabernacolo. E dimenticavo: rendici degni di avere tali preti.
Sei inutile incomprensibile soffio di tempo che danza nei miei pensieri senza lasciare mai passato.