Anonimo – Mnemotecniche
Povera Vacca Incinta!
Povera Vacca Incinta!
Sai cos’è l’aborto? L’urlo di un bambino: “Ti avrei voluto bene mamma… “
Questa cosa che ci si innamora sempre di chi non ti ricambia, e non si ricambia chi è innamorato di te, per la letteratura funziona alla grande. È nella vita che è un casino.
La cosa che non mi piace, non è lo star da soli… è la mancanza…
Ho chiesto alla vita un amico, ho ricevuto in dono un amore così grande da…
Quando siamo bambini l’inferno non è altro che il nome del diavolo sulla bocca dei nostri genitori. Poi questa nozione si complica, e allora ci rigiriamo nel letto nelle interminabili notti dell’adolescenza, cercando di spegnere le fiamme che ci bruciano, le fiamme dell’immaginazione. Più tardi, quando non ci guardiamo più allo specchio perché i nostri volti cominciano ad assomigliare a quello del diavolo, la nozione dell’inferno si trasforma in un piumone intellettuale e allora, per sottrarci a tanta angoscia, ci mettiamo a descriverlo. Giunti alla vecchiaia l’inferno è così alla portata di mano che l’accettiamo come un male necessario e lasciamo persino scorgere la nostra ansia di patirlo. Ancora più tardi, e adesso sì che siamo tra le sue fiamme, mentre bruciamo cominciamo a intuire che forse potremmo acclimatarci. Passati mille anni un diavolo ci chiede, con aria di circostanza, se soffriamo ancora; gli rispondiamo che l’abitudine ha una parte ben maggiore della sofferenza. Alla fine arriva il giorno in cui potremmo abbandonare l’inferno, ma rifiutiamo fermamente tale offerta. Chi rinuncia infatti a una cara abitudine?
La vita è come una cipolla: si sfoglia piangendo.