Anonimo – Morte
Morto io, accidenti a chi resta.
Morto io, accidenti a chi resta.
Negli avvenimenti storici si disegna con la più grande chiarezza la proibizione di gustare i frutti del buon albero. Solo l’attività incosciente è fruttuosa, e l’uomo che sostiene una parte negli avvenimenti storici non ne capisce mai l’importanza.
In una vita fatta di catene e tormenti voglio avere la libertà di morire in pace!
Dai a me i tuoi problemi… sopporterò le tue sofferenze… metti sulle mie spalle il…
Se amate qualcuno per la sua bellezza non è amore ma desiderio…Se amate qualcuno per la sua intelligenza non è amore ma ammirazione…Se amate qualcuno per la sua ricchezza non è amore ma interesse…Se amate qualcuno e non sapete il perché, questo è amore.
Io l’ho giurato, a me stessa. Se rincontro, chi non ha parlato chiaro con me, anche se sono passati anni, anche se non provo più nulla, a chi il giorno prima mi ha baciato e il giorno dopo si è dato per disperso, chi ha preferito mandarmi un messaggio, a chi mi ha detto “avevo paura di dirtelo in faccia”, per lasciarmi, se rincontro uno di questi elementi, anche se non mi dovessero riconoscere, ma di quello dubito, io non farò mai quella scenetta del: – Ciao! Ma da quanto, come va? – Oh ciao! E passato un sacco di tempo. L’unica scenetta che farò è quella di qualcuno mi dovrà portare via a forza per non rovinare il volto ad una di queste persone.
Ecco la morte come ci inganna. Ci aggredisce con le cose che temiamo o ci ammalia con le cose che amiamo.