Anonimo – Stati d’Animo
A volte, cerchiamo di amare una persona, che ci illudiamo di avere dimenticato l’altra.
A volte, cerchiamo di amare una persona, che ci illudiamo di avere dimenticato l’altra.
Le persone obese riempiono i vuoti con il cibo.
L’amore è come un gioco; è una partita con un inizio più o meno difficile, intricato, complicato, poi nel mentre, ti diverti, ti piace, lo segui sempre di più, e alla fine hai due possibilità, o vinci, o perdi, nella prima sai che sarai felice, perché hai raggiunto un traguardo che sarà sempre tuo, o sennò, nella seconda, sarai perduto, la fine, la chiusura di tutto, il vuoto, la sconfitta. Però ricorda, che nel secondo la caso, c’è la speranza, e una rivincita potrebbe arrivare, quando meno te lo aspetti.
Una sola parola: passato e quante sofferenze, quanti momenti difficili, vengono in mente. Sembra buffo credere di esser rimasta ancora in piedi, nonostante le mille ferite che porto sulla mia pelle, eppure posso urlarlo dopo tutto: sono ancora qui, sono ancora io, con i miei valori, con la mia dignità, con il mio modo di essere un po’ particolare e pazzo.
Passaggio in riva al mare, è dura camminare, i piedi fanno fatica ad avanzare, andare…
Non siamo sulla Terra per avere ragione… siamo sulla Terra perché abbiamo torto.
Addirittura certe notti mi capitava di svegliarmi agitato e non riuscire più a riaddormentarmi. Avevo paura. Avevo paura, ma non sapevo di cosa. Semplicemente provavo una sensazione di paura senza conoscerne il motivo. Mi sentivo angosciato, pieno di ansie e mi ritrovavo sveglio. Sveglio cm se avessi dormito diverse ore. Desideravo soltanto un po’ di quiete. Nn chiedevo molto. Volevo solo stare bene. A volte mi succedeva anche durante la giornata, mentre ero seduto alla scrivania, o magari quando ero solo in macchina. Guidavo e mi veniva come da piangere, mi assaliva questa sensazione e non capivo cos’era. Non sapevo come gestirla, non aveva maniglie, non potevo afferrarla, controllarla, non c’era via d’uscita. Sentivo un peso sul torace e volevo uscire da me stesso, strappandomi la pelle di dosso, scappare! Qualcosa dentro di me era in disordine. Quando cercavo di capire, quando cercavo una spiegazione logica, non trovavo risposta.Razionalmente andava tutto bene. […] queste sensazioni di paura venivano anche di giorno, ma la notte… la notte mi schiacciavano la faccia contro il muro, e mi sembrava di essere preso in ostaggio.