Anthony Crosland – Progresso
Le cose che una generazione considera un lusso, la generazione successiva le considera necessità.
Le cose che una generazione considera un lusso, la generazione successiva le considera necessità.
Nel nostro folclore non sono presenti i grandi cavalieri. Da noi, il venditore di cavalli è più quotato del cavaliere.
Non ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli.
Ormai siamo arrivati al punto che andiamo più in crisi se non ci funziona l’adsl che se veniamo lasciati dal compagno.
Personalmente penso che sull’educazione ci sarebbe da scrivere un trattato con tanto di “istruzioni per l’uso”. Bisogna partire dall’etimologia della parola educare “educere” tirare fuori, e dopo iniziare a spiegare cosa significa educare al rispetto, educare all’ascolto, educare all’umiltà, e via dicendo. La parola educazione da sola, non va bene e non fa bene, ed è necessario che essa venga insegnata con la pratica per fare realmente una “buona educazione”.
Ho partecipato ad un consiglio di classe genitori-alunni-insegnanti scuola superiore. Tutti dicono che i giovani negli ultimi venti anni (quindi rispetto a noi genitori/insegnanti) sono cambiati tantissimo, sono cresciuti più velocemente di noi, sono cresciuti in un modo e in un mondo molto diverso dal nostro. Verissimo!La seconda verità? Aver visto che ci sono ancora gli stessi insegnanti di venti anni fa…
Questa è l’era in cui la tecnologia dà respiro agli ossimori. Uomini sempre meno umani e sempre più umanoidi che comunicano con loro simili rinchiusi nei propri impenetrabili feudi, soprattutto mentali, schiavi di dispositivi elettronici, ormai infallibili surrogati degli occhi. Al silenzio della comunicazione non sarebbe preferibile la comunicazione del silenzio?