Antonio Blunda – Vita
Quando mi fermo, è perché non ho letto “traguardo”, ma “partenza”, e riprendo fiato.
Quando mi fermo, è perché non ho letto “traguardo”, ma “partenza”, e riprendo fiato.
Nulla avrà mai una fine assoluta. Tra le viscere resterà sempre un coccio di quel rapporto consumato male, anche quando poi male non farà più.
L’esistenza di un disoccupato è una negazione al diritto di vivere peggiore della morte stessa.
Il vuoto assoluto? Quando le parole restano solo parole.
Bisogna imparare a leggere tra le righe, tra i cuori, negli occhi. Le persone parlano troppo degli altri e troppo poco di loro stessi.
E poi ti capita di conoscere qualcuno per caso, sai già che non rimarrà molto nella tua vita, ma quel breve istante che è rimasto con te, è servito a renderti più bella la giornata, e anche se per un solo giorno, ha dato un senso alla tua vita.
Sono incapace di dosare i sentimenti, dì darmi a piccole dosi. Avete presente un uragano? Io ho dentro questa forza e quando mi attacco a qualcuno, lo faccio con la stessa forza e la stessa intensità, ne pago le conseguenze ma a fare diversamente, non mi sento me stessa.