Antonio Cornacchione – Vita
Io da quando sono single vivo da dio. Faccio quello che voglio: se ho fame mangio, se ho sete bevo, se ho sonno dormo, se ho voglia di fare l’amore faccio la doccia.
Io da quando sono single vivo da dio. Faccio quello che voglio: se ho fame mangio, se ho sete bevo, se ho sonno dormo, se ho voglia di fare l’amore faccio la doccia.
La vita è in sé un contenitore vuoto, neanche di così pregevole fattura. È ciò che decidiamo di mettere dentro che fa la differenza.
A chi mi ha sopravvalutato, a chi mi ha sottovalutato.A chi mi ha deluso, illuso, manipolato; a chi ho illuso, deluso, involontariamente o volutamente offeso.A chi mi ha lasciato, a chi ho lasciato.A chi mi vuol bene, a chi mi ama, a chi mi ha amato; a chi voglio bene, a chi amo ed a chi ho amato.A chi mi giudica, a chi mi reputa uno stupido; a chi ho criticato, a chi su richiesta ho consigliato.A chi mi ha ferito ed ancora continua a farlo, alla sua presunta gelosia ed al suo ripetuto abbaglio; a chi deludo ed ancora continuo a farlo.A chi ci ha sicuramente perso mandandomi a cagare, a chi ci ha sicuramente guadagnato mandandomi a cagare.A chi mi odia ed a chi mi adora; a chi avrei voluto menare, e per fortuna non l’ho fatto ancora.A chi ha saputo realmente apprezzare il sottoscritto ed a chi ancora lo fa; a chi non ho apprezzato abbastanza, a chi mi accompagnerà.Grazie.Grazie perché in qualche modo favorite la crescita di quest’uomo. Grazie perché mi avete aiutato a capire che, nella sfera umana, non esiste nessuna regola di valenza universale; che l’unica certezza è l’incertezza; che siamo tutti uguali ma tutti diversi, simili ma unici, medesima forma e differente sostanza.
Si dice che i figli siano l’unica cosa per cui vale l’espressione “per sempre”.
Fin quando avrai un grande comando su te stesso nessuno ti potrà pilotare. Quindi prima di fermarti valuta bene perché lo fai e soprattutto per chi.
La “magicicada septendecim” è una specie di cicala che vive nel sottosuolo allo stato di ninfa per diciassette anni, per poi uscire all’aperto vivendo solo trenta, quaranta giorni. Questo insegna che una fugace parentesi di luce può illuminare l’oscurità di un’esistenza intera.
Il suicidio è un modo che l’uomo ha di salvarsi la vita.