Antonio Cuomo – Frasi Sagge
Finché porterai con te l’amore, il tuo cuore non potrà contrarre la malattia chiamata dolore. Non perdere mai la cura, anche quando attraversi le strade più tortuose, stringilo forte… quel siero è il senso per la vita.
Finché porterai con te l’amore, il tuo cuore non potrà contrarre la malattia chiamata dolore. Non perdere mai la cura, anche quando attraversi le strade più tortuose, stringilo forte… quel siero è il senso per la vita.
Non abbiamo forse il diritto di essere e non essere giudicati!? Non abbiamo il diritto di vivere e lasciar vivere? Non siamo noi i carnefici del giudizio stesso!? Ognuno ha il diritto di vivere a proprio piacimento, e a noi basta rispettare, non giudicare! Ma, allora perché tutti giudicano!? Perché tutti uccidono i cosi detti “diversi” della società!? Non siamo forse noi i diversi che uccidiamo lo stesso credo che insegna Amore!?
Non parlo mai di niente di interessante quando posso improvvisare il silenzio.
Troviamo un fiore in un campo abbandonato, ci sentiamo felici ammirandolo, ma non capiamo che quel fiore, per nascere lì tra la sterpaglia, ha delle qualità, non è solo bellezza esteriore. La stessa cosa vale anche per certe persone.
Saggezza: l’amore è il più maturo dei sentimenti. Per conoscerlo bisogna aver conquistato una buona padronanza di se stessi. Chi è padrone di sé riconosce la sterilità della sola autosufficienza e ammette quel bisogno dell’altro che culmina nell’emozione amorosa. Chi lo prova è pronto ad ampliarne i confini: oltre la relazione interpersonale fino alla filantropia; oltre il giardino di casa fino alla natura; oltre le mura domestiche verso il mondo.
Impariamo una volta per tutte che nella vita di calci in culo e di delusioni ne prenderemo ancora tante. Ma la cosa importante è imparare a non piangersi addosso rimboccarsi le maniche e lottare. Mollare è la cosa più semplice. Ma pensiamo a quanto sia grande la soddisfazione di dire anche questa volta. “Cara vita ho vinto ancora io”
Alla fine l’equilibrio interiore non è da cercare. Forse ce l’abbiamo già, e più ci muoviamo o agitiamo o altro, e più ce ne allontaniamo.