Antonio Curnetta – Comportamento
C’è una condizione che, se non è felicità, le si avvicina molto: quando non te ne importa più nulla.
C’è una condizione che, se non è felicità, le si avvicina molto: quando non te ne importa più nulla.
In tutto quello che faccio ci metto l’anima. È quando ci metto anche il corpo che me lo prendo in culo.
La dolcezza si cela nelle parole di chi le pronuncia. Si cela dietro sorrisi di una fragilità che disarma ed emoziona. La dolcezza è una mano sul cuore, ed è fatta della stessa sostanza che forma i sogni. È una luce soffusa che (ri)splende nelle tenebre di questa oscura realtà, chiamata vita. Non è fatta di promesse che restano lì appese ad filo chiamato “forse domani”. La dolcezza si forma di anima, si nutre di gesti e di eternità. Si forma di cuore, in un destino che è tutto da compiersi, nel coraggio di donare, senza nulla chiedere.
Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la sua felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo, in guisa che la sua libertà possa coesistere con la libertà di ogni altro secondo una possibile legge universale (cioè non leda questo diritto degli altri).
Non so come, ma riesco immancabilmente a donare il mio cuore sempre alle persone sbagliate…
Un uomo di colore riesce a capire, in cinque secondi netti, se a un uomo bianco è simpatico o no. Un uomo bianco che dice di sì, è immediatamente, e di solito giustamente, diffidato.
Come uno stridere di gesso sulla lavagna, il rimorso gli perforava la mente e l’animo. Fissava la luce, che, penetrando dalle sbarre, disegnava righe alternate sul pavimento.Era uscito da quel corpo che non gli apparteneva più ed allontanandosi da quelle mani assassine, guardava l’uomo seduto a fissare il pavimento.Quello spregevole involucro sarebbe stato il suo compagno di cella… per sempre!