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  • Filippo Rotatori – Vita

    La vita compone e scompone e nella sua strada ci mette di fronte a incroci inaspettati, dove un Si o un No ci fa cambiare direzione verso luoghi che non sapevamo esistere, ci mostra cosa incredibili, “Vivi come se non ci fosse un domani”, ma ricorda che le scelte fatte oggi, influenzeranno il tuo domani per un tempo che a priori non puoi sapere quanto durerà.

  • Alessandro Liantonio – Vita

    Piovono sul tetto di una casa disabitatafitte gocce di abbandonocome sui giorni orfanidimenticati dal sole.Piove a dirotto e ingrossa il fiumeche trascina i corpi delusidi identità smarrite.Piove invano sulle ormedi ricordi indelebilipiove su strade sconosciuteche portano chissà dovepiove sulle mie parole stanche, zuppe di nostalgia.

  • Salvatore Falletta – Vita

    La vita è “magia”. Sì, perché la vita è questa “magia”, dove amore e consapevolezza ne fanno la base. Vivetela a pieno, sperimentate, sbagliate, provate, qualsiasi cosa facciate amate come pazzi, perdonate più che potete per quanto sia difficile farlo, perché alla fine il valore di un bacio, di un abbraccio, di un sorriso, saranno sempre il vero miracolo che ognuno di noi attende ed è sempre a portata di tutti.

  • Alessandro Manzoni – Vita

    L’uomo, fin che sta in questo mondo, è un infermo che si trova su un letto scomodo più o meno, e vede intorno a sé altri letti, ben rifatti al di fuori, piani, a livello: e si figura che ci si deve star benone. Ma se gli riesce di cambiare, appena stà accomodato nel nuovo, comincia, pigiando, a sentire, qui una lisca che lo punge, lì un bernoccolo che lo preme: siamo insomma, a un di presso, alla storia di prima.

  • Bruno Ferrero – Vita

    Un’insegnante chiese agli scolari della sua prima elementare di disegnare qualcosa per cui sentissero di ringraziare il Signore. Pensò quanto poco di cui essere grati in realtà avessero questi bambini provenienti da quartieri poveri. Ma sapeva che quasi tutti avrebbero disegnato panettoni o tavole imbandite.L’insegnante fu colta di sorpresa dal disegno consegnato da Tino: una semplice mano disegnata in maniera infantile.Ma la mano di chi?La classe rimase affascinata dall’immagine astratta. “Secondo me è la mano di Dio che ci porta da mangiare” disse un bambino. “Un contadino” disse un altro, “perché alleva i polli e le patatine fritte”.Mentre gli altri erano al lavoro, l’insegnante si chinò sul banco di Tino e domandò di chi fosse la mano. “È la tua mano, maestra” mormorò il bambino.Si rammentò che tutte le sere prendeva per mano Tino, che era il più piccolo e lo accompagnava all’uscita. Lo faceva anche con altri bambini, ma per Tino voleva dire molto.Hai mai pensato al potere immenso delle tue mani?