Antonio Papi – Verità e Menzogna
Alla malafede delle gente rispondo con il silenzio, non sarò io a dire la verità, ma il tempo.
Alla malafede delle gente rispondo con il silenzio, non sarò io a dire la verità, ma il tempo.
I luoghi comuni sono i più affollati.
Nessuno di noi ha colpe. Ci gridiamo addosso verità e bugie, tentando di spiegare ciò che non si può più capire, questo amore è irraggiungibile, noi distanti eppur vicini. Non è colpa mia, non è colpa tua, mondi paralleli, distanti, irraggiungibili. Meglio una bugia ed allontanarti per sempre, prima che questo amore distrugga quei meravigliosi momenti che ci siamo regalati.
La verità non ha né gradi, né in più né in meno, e consiste in qualcosa di indivisibile. Perciò l’intelletto, che non è la verità, non riesce mai a comprenderla in maniera tanto precisa da non poterla comprendere in modo più preciso, all’infinito; ha con la verità un rapporto simile a quello del poligono col circolo: il poligono inscritto, quanti più angoli avrà, tanto più risulterà simile al circolo, ma non si renderà mai uguale ad esso, anche se moltiplicherà all’infinito i propri angoli, a meno che non si risolva in identità col circolo.
Tutti dicono che io sia un pazzo, ma io non ci credo.
Prima regola della sincerità è esserlo con se stessi. Raccontarsi menzogne induce a farlo anche con gli altri ma se impariamo l’onestà verso noi stessi siamo ad un passo dalla sincerità e ne abbiamo capito il valore.
La falsità è un luogo comune per comuni anime vuote.