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  • Antonio Pistarà – Vita

    Mi oppongo!Mi oppongo ad una vita d’inerzia.Mi oppongo ad ogni forma d’abuso.Mi oppongo alle falsità, all’ipocrisia e ad ogni forma di violenza.Mi oppongo ad una politica fatta solo di interessi personali.Mi oppongo ad una chiesa statalista e fuorviante.Mi oppongo ad ogni forma di razzismo.Mi oppongo ad ogni casta privilegiata a scapito dei più deboli.Mi oppongo ad un’Italia che recede senza che nessuno agisca.Mi oppongo ad ogni forma di mafia.Mi oppongo al “velinismo” ed alle scorciatoie facili.Mi oppongo a questa società consumista e consumata privata dai valori fondamentali: famiglia, figli, amore, rispetto, lavoro, lealtà, responsabilità e onore.Mi oppongo a tutto ciò che è imposto immoralmente e senza ragione.Mi oppongo perché lotto per il cambiamento…Si, io mi oppongo!

  • Vera Santoro – Morte

    La morte serve solo ai vivi, è una lezione impartita dalla vita, per far si che l’uomo apra gli occhi sulle cose importanti da amare e curare lungo il tragitto della sua esistenza. È una lezione che come morale dovrebbe portare alla felicità dell’essere umano. Ma i vivi la imparano solo a memoria, senza capirla, e la morte deve colpire ancora per ricordare e far vedere ciò che rifiutiamo di capire.

  • Antonio Pistarà – Destino

    Ognuno di noi ha un sentiero da seguire nella propria vita; per alcuni è visibile per altri no.Il sentiero dove conduce l’esistenza di ognuno va ricercato, desiderato, perseguito e sollecitato in ogni istante della nostra esistenza poiché “non essendo visibile a tutti” è possibile cadere e farsi molto male.Il sentiero della nostra vita non è scritto in nessun libro ne tantomeno affidato al caso: è insito nei nostri comportamenti, nelle nostre azioni quotidiane, nel nostro modo di vivere la vita che ci è stata concessa; la somma di tutti questi elementi, se si è stati vigili ed attenti, marcano le linee guida della strada che stiamo percorrendo dove, forse, un giorno qualcuno potrà chiamare nel modo più nobile che esista: il sentiero della nostra vita!

  • Cristina Tarabella – Morte

    Ho visto i miei occhi riflessi nello specchio dell’ anima, il puro terrore; la follia della paura; la pazzia furente e urlante della mostruosità: ho visto la Morte. Ed essa mi guardava dal di dentro dello specchio con cieco desiderio. Desiderio di avermi; di ghernirmi; di possedermi… per sempre. Ho visto le sue lugubre e agghiaccianti dita, scarnificate, putrescenti, oscene, allungarsi in una specie di carezza sul mio cuore; ma volevano solo strapparlo per portarlo lontano… Ho visto la sua falce lunata mietere attorno vite… e per poco non cadevo anche io sotto il mortale girotondo… Ho visto il suo volto specchiarsi nel mio e diventare me stessa, rubandomi gli occhi, l’anima e i pensieri… Sono affogata in una melma di nera pece, ma poi ha schiuso la stretta ed ho nuovamente respirato. Ho visto il mio cadavere tornare alla superficie della vita e poi di nuovo affondare nel nulla, perché l’attesa ormai si è fatta così reale e distinta, da non permettermi più di discernere fra l’Adesso e il Niente…