Antonio Rega – Stati d’Animo
Sono fiera di essere me stessa, introversa folle e un poco pure pazza. Ma! Non sono falsa, sono io e basta!
Sono fiera di essere me stessa, introversa folle e un poco pure pazza. Ma! Non sono falsa, sono io e basta!
E poi un giorno ti svegli diversa, ti senti diversa, non ci soffri più. Restano vivi i ricordi. Si sa. Il tempo scorre e, con se, tanto porta via, ma certe emozioni rimangono poesia.
Ho l’autunno in testa. Il cuore secco, i seni senza gemme. Dritta, a dar le spalle al mondo, ché davanti agli occhi voglio solo il cemento del muro che fa da ostacolo a tutti. E me ne sto con i colori caldi che sanno di terra e di radici troppo spesse per andar bene alle nuvole che stanno così in alto a librarsi tra l’ineffabile ed il futile e con i pezzi di cielo incastrati a dare il senso della sospensione. E me ne sto faccia al muro, in castigo per le colpe che mi fanno da drappo logoro, ma appiccicato come seconda pelle, come cucito con un’imbastitura rozza e di pessima sartoria.
Mi piacerebbe mettere il cuore dentro il cassetto del comodino a far compagnia ai miei sogni quando vado a letto. Loro non hanno idea del rumore che fanno.
A te che che stai leggendo e che ami la vita, dille che ormai non le credo più, ma per favore non dirle chesto piangendo!
Ti accorgevi di quanto fossi cambiata, quando diventavo spenta e dimenticavo di sorriderti, quando cercavo di parlarti anche attraverso i miei silenzi e continuavi a non renderti conto di quanto fossi ancora “speciale” per te. Ora che mi hai persa per sempre chiediti cosa avresti potuto fare per riaccendere quel sorriso che una volta amavi tanto.
La mattina per chi è felice è un giorno nuovo, per chi è infelice è la continuazione del giorno precedente.