Aristofane – Frasi Sagge
Ingiuriare i mascalzoni con la Satira è cosa nobile, a ben vedere significa onorare gli onesti.
Ingiuriare i mascalzoni con la Satira è cosa nobile, a ben vedere significa onorare gli onesti.
Saggio non è colui che sa tutto, ma che nel tutto è capace di trovarci la giusta verità.
Le rughe della vecchiaia formano le più belle scritture della vita, quelle sulle quali i bambini imparano a leggere i loro sogni.
Impari a non fidarti, a tenere lontano tutto e tutti. Impari a contare solo su te stessa, a curarti da sola le ferite quando la vita infierisce. Impari a piangere in silenzio, a mascherare il dolore dietro ad un sorriso falso. Impari che è nel momento in cui riesci di nuovo a respirare che l’onda successiva si abbatte con forza su di te riportandoti a fondo. Impari che puoi anche scegliere di fartelo un po’ in compagnia questo viaggio che si chiama Vita, ma in fondo l’amara realtà è che siamo tutti più o meno soli… e forse per ciò che porti “dentro” di te, tu sei una solitaria in mezzo ad una moltitudine di solitudini.
Quando una persona si alza e se ne va, tu non correrle dietro, e non disperarti: piuttosto pensa che non dovrai nemmeno disturbarti di mandarla a quel paese!
Ci sono maestri di meditazione e di yoga che hanno quasi le stesse frustrazioni dell’umano poco cresciuto che incontri da tutte le parti. Se li togli la maschera e li studi profondamente noti superficialità, giudizio, chiusura mentale, a volte il troppo estraniarsi. Ci sono addirittura maestri/e che non sanno nemmeno respirare. Assurdo. Una volta conobbi un maestro che era un vero maestro, mi disse: “sono venuto in questa città, per curiosità ho preso lezioni di semplice meditazione e di yoga con tutti i maestri e istruttori che ci sono e non ne ho trovato uno che sappia respirare”. Aveva ragione. Sono contento perché almeno esistono veri maestri che si possono chiamare maestri, nello stesso tempo sono scontento perché quello che mi disse era vero, e credo che valga per tutto il mondo.
Perché criticate me, quando non avete mai rivolto lo sguardo verso voi stessi, perché giudicate, ferite, perché mi credete diversa quando dico d’esser me stessa?Potrò sempre essere guidicata per ciò che sono, per la maschera che non porto, per la fede che non ostento, per la diversità dei miei sguardi, per la sincerità delle mie parole, ma non potrò mai subir condannata per ciò che aspiro d’esser.Cerchiamo invano un giorno profano per capire la vita, ma chi di noi merita la qualifica di “essere umano”?