Arthur Conan Doyle – Verità e Menzogna
Non c’è nulla di più innaturale dell’ovvio.
Non c’è nulla di più innaturale dell’ovvio.
Il peccato possiede molti utensili, ma la menzogna è il manico che si adatta a tutti.
Ma l’uomo è fatto di errori…Oh gli errori, hanno fatto l’uomo?
Perché il tempo prima o poi le bugie le mette alla luce. La verità avrà sempre una marcia in più e presto o tardi arriva sempre e comunque di fronte agli occhi di chi le bugie le ha subite e presenterà il suo conto a chi le bugie le ha inflitte!
Sto prendendo concezione di un mondo al di là di questo mondo e voglio esplorarlo. Attraversarlo in lungo e in largo, solcarne i mari e scalarne le vette, ma non riesco a scendere a compromessi col casellante: uno strano personaggio a forma di bottiglia. Mi sussurra che lui è la chiave per questo mondo. La nostra incomprensione è ambiguità logico-grammaticale. Non riusciamo a capire che funzione abbia questo “questo”.
Tutti mentono, al mondo e a se stessi. La differenza tra gli ignoranti e gli acculturati è che le menzogne dei primi sono semplici e facilmente smontabili, quelle dei secondi invece sono infinitamente più complicate. Dunque cambia solo la forma. Il contenuto è il medesimo.
Vado avanti con la certezza della speranza perché ricordo tutte le verità che il cielo mi ha concesso di conoscere lasciando la libertà al tempo di rivelarmele.