Arturo Donadoni – Preghiere
In preghiera le ginocchia baciano la terra come labbra che baciano la mamma.
In preghiera le ginocchia baciano la terra come labbra che baciano la mamma.
Signore mio Gesù anche oggi è quasi giunto al termine. Grazie di quello che mi hai donato. Nella notte accoglici per quel che siamo veglia su noi e sulle persone che amiamo, dona sollievo a chi sta soffrendo, sorreggi chi sta per cadere e ti prego illumina il suo cuore e la sua vita. Amen.
Mio malgrado sono senza parole nell’osservare i vari comportamenti delle persone. Persone che pur di arrivare al proprio obiettivo vendono l’anima al diavolo ed altri pur di non calpestare i sentimenti altrui finiscono in un dantesco girone infernale. Comunque ci sono persone piene di luce e con semplici gesti regalano luce lucente e nuova voglia di vita. In primis c’è lei, Nostra Signora Madre di Tutto e Tutti, che con anima buona e giusta il suo amore e il cuore lucente aiuta il corso della nostra vita. Son sicuro che con lei nel mio cuore e suo devoto servitore avrò luce lucente da trasmettere a tutti coloro che ne hanno bisogno. Ego servus tuus, et ego ducam te gratias toti mundo lumen.
Quando perdiamo l’uso della preghiera, della compassione e della comprensione perdiamo per sempre l’essenza della nostra vera anima.
Angelo divino, che sei a me vicino, guida i miei passi affinché non cada fra i sassi, e fa che la preghiera che recito stasera sia al mio Signore gradita come un fiore.
Grazie Signore per avermi amata in questa notte, grazie del sole che oggi fai splendere, grazie per le grazie che Tu ci dai ogni giorno. Apri i nostri cuori e i nostri occhi nel Tuo amore affinché ogni giorno possiamo essere degni del Tuo esserci amico, fratello e sopratutto Padre che non ci abbandona mai.
Sarebbe bello poter credere in te Dio, avere la certezza che il mio sonno sia cullato dai tuoi Angeli e la mia vita cammini sui tuoi passi.Sarebbe bello avere la speranza di non essere sola e di poter riporre in te i miei tormenti e le mie paure.Sarebbe bello nell’ultimo atto della mia vita, credere che ci sarai tu ad accogliermi.Se ci sei, guardami: io ora indosso la corazza della vita, quella che ho dovuto costruirmi per ripararmi dai colpi che ho ricevuto e che riceverò. L’ho dovuta costruire quando non ti ho trovato nei miei momenti di terrore, quando ero a terra, quando il dolore pareva lacerare le mie carni e adesso che penso di essere forte non riesco a fidarmi ancora di te. La paura è tanta che supera anche la voglia di conoscerti e di abbandonarmi solo per un attimo tra le tue braccia, per trovare il giusto riposo dell’uomo.