Asia Paglino – Comportamento
Se il sogno più grande fossimo noi stessi? In fondo chi ci dice che siamo veri?
Se il sogno più grande fossimo noi stessi? In fondo chi ci dice che siamo veri?
I miei problemi ho imparato ad affrontarli, per quelli degli altri ho sviluppato un anticorpo: lo “sticazzi”.
Non credo molto ai saluti. Spesso sono più sinceri gli insulti.
E più vado avanti, più i miei piedi sembrano urlarmi: “stai sbagliando strada, stai sbagliando strada”. Non sono un gambero, ma un granchio sordo!
Non capisco chi critica tutti, e poi si lamenta di esser solo, non capisco chi dice che ha mille tipe e poi sta sempre a casa. Chi dice che ha una forte personalità. Ma poi a casa sta zitta, non capisco chi ogni giorno è nervosa e se la prende con gli altri. Chi propone paradisi, ma alle persone care offre inferno. Ogni azione, pensiero, fatelo come se lo state ricevendo, non dando.
Dal momento che mi trovo sulla riva del mare, dal mare posso imparare. Nessuno ha il diritto di pretendere dal mare che sorregga tutte le imbarcazioni o di esigere dal vento che riempia costantemente tutte le vele. Così nessuno ha il diritto di pretendere da me che la mia vita divenga una prigionia al servizio di certe funzioni. Non il dovere prima di tutto, ma prima di tutto la vita! Come ogni essere umano, devo avere diritto a dei momenti in cui posso farmi da parte e sentire di non essere solo un elemento di una massa chiamata popolazione terrestre, ma di essere un’unità che agisce autonomamente.
Certa gente confonde la libertà di parola con il diritto di sparare stronzate.