Augusto Daolio – Musica
Sono stato fortunato: ho incontrato la musica, ho incontrato la poesia, ho incontrato l’arte, ho incontrato le parole. Voglio dire che non ho cercato niente.
Sono stato fortunato: ho incontrato la musica, ho incontrato la poesia, ho incontrato l’arte, ho incontrato le parole. Voglio dire che non ho cercato niente.
Anima paziente, la musica: ci aspetta, c’è sempre. Si conserva nella memoria, riemerge dal buio, sorge come un sole. Piove improvvisa nell’ispirazione, diventa lago di lacrime nella nostalgia, dolce culla nella malinconia, un ritmato pulsare di vita nell’allegria.
Se tutto va in fretta, sarò una saetta.
Chi canta prega due volte.
A lei non serviva un pianoforte bello, nuovo, costoso o perfetto, le bastava un pianoforte qualunque per far uscire dolci melodie dal suo tenero cuore, anche il peggiore, perché con la purezza del cuore, rendeva limpide anche le note più stonate.
Val meglio di meritare il suffragio di un sol uomo di gusto, che di suscitare, con mezzi indegni dell’arte, gli applausi di una sala piena di spettatori volgari.
Nella vita tutto attorno a te può diventare musica: diventa musica la ristata complice di un amico. Diventa musica il sorriso di un figlio o di chi ami. Diventa musica il pianto e il dolore delle persone a te care. Diventa musica il grido disperato di una persona ferita. E come ogni musica che si ascolta può far sorridere e può far piangere.