Barbara Fiorio – Libri
Beatrice si svegliò con l’amara sensazione di non avere desideri e la fortissima nostalgia dei tempi in cui si svegliava con l’amara sensazione di non riuscire a far avverare i propri desideri.
Beatrice si svegliò con l’amara sensazione di non avere desideri e la fortissima nostalgia dei tempi in cui si svegliava con l’amara sensazione di non riuscire a far avverare i propri desideri.
Folletti scavano nella terra, elfi intonavano canzoni negli alberi: queste erano le evidenti meraviglie racchiuse in un libro, eppure dietro di loro si nascondeva il vero miracolo: nelle storie, le parole possono comandare alle cose di esistere.
La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. Sono il nostro continuo respirare, gli sguardi, i giorni che si susseguono a deciderla naturalmente.
La scrittura è un’impronta che lasciamo di qua e di là perché vogliamo farci trovare e magari anche arrestare da qualcuno che riesca a capire cosa stiamo provando.
Anna: “Hai paura?”Smilzo: “Sì.”Anna: “Di me?”Smilzo: “Sì e nessun coraggio sarà bello come questa paura.”
L’essenziale è la contingenza. Voglio dire che, per definizione, l’esistenza non è la necessità. Esistere è essere lì, semplicemente: gli esistenti appaiono, si lasciano incontrare ma non li si può mai dedurre. C’è qualcuno, credo, che ha compreso questo. Soltanto ha cercato di sormontare questa contingenza inventando un essere necessario e causa di sé. Orbene, non c’è alcun essere necessario che può spiegare l’esistenza: la contingenza non è una falsa sembianza, un’apparenza che si può dissipare; è l’assoluto, e per conseguenza la perfetta gratuità. Tutto è gratuito, questo giardino, questa città, io stesso. E quando vi capita di rendervene conto, vi si rivolta lo stomaco e tutto si mette a fluttuare… ecco la Nausea.
Tu sai stare a sentire. Questa è la prima qualità di chi deve parlare.