Bernardo Bertolucci – Stati d’Animo
La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista.
La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista.
Non so maneggiarmi con cura. Mi rompo in continuazione. Porcellana smerigliata o, più semplicemente, ghisa grezza, antiestetica. Dipendente dai si e dai no, io quel “no” lo urlerei al mondo intero al posto dei “buongiorno” o dei “come va” di facciata. Così, diversa, ché di tutto quest’apparire non me ne faccio niente e di tutte le tattiche banali e studiate per sortire gli effetti di chissà quale ingenua psicologia del senso comune ancor meno. Vanno avanti gli altri, saette, io mi tengo la mia locomotiva a vapore molto vintage che non insegue nessuno perché siamo sempre lì, se qualcuno vuole esserci e vuole saltare su, salterà su.
Non solo sento e percepisco, bensì sono in grado di domandarmi che cosa sento e percepisco, nonché anche d’indagare che cosa significhi per me ciò che sento e percepisco.
È difficile starsene da soli, quando mente e cuore non vanno d’accordo.
La noia è la nebbia della mente.
Il geloso è un malato che non decide di ammalarsi.
Vedo luce, vedo tenebra. Riflessi di me.