Bernardo Panzeca – Vita
In un modo o nell’altro dovremmo essere riconoscenti al traffico. Se di tanto in tanto riflettiamo è anche merito di quest’ultimo.
In un modo o nell’altro dovremmo essere riconoscenti al traffico. Se di tanto in tanto riflettiamo è anche merito di quest’ultimo.
La vita mi ha buttata giù così tante volte, che sono diventata zoppa. Ogni volta che tentavo di rialzarmi dopo una brutta caduta, qualcosa di me restava in terra: un sorriso, una lacrima, un pezzo di cuore. Ho perso così tanto che non lo immagini, ed allora per non svuotarmi completamente ho deciso di stare più attenta.
Sono troppe le cose che rischi di capire troppo tardi. Troppe quelle che una volta capite ormai ci hai rimesso cuore e anima. Niente o quasi niente è come appare. Per questo nella vita non mi interessa che mi si dica: “fidati” perché serve fatti e non parole perché io possa dire: “mi fido di te”!
La vita canta al mattino, accarezza al tramonto, bacia alla sera, abbraccia di notte.
Scrivere può essere più facile che parlare, forse perché scrivendo nessuno può capire e giudicare le tue parole, e sei tu che decidi di farle leggere a chi sai che non ti ferirà.
Da una roccia, per quanto possa essere dura, solida e fredda, può sgorgare l’acqua più pura, leggera, soave, vera, trasparente e ristoratrice. Non fermarti mai alle apparenze, a volte l’anima di un essere umano può contenere montagne.
Assai sa chi viver sa.