Biagio Antonacci – Vita
Dimenticarti sarà per l’altra vita, questa è già piena di promesse che ho mantenuto solo quand’era troppo tardi.
Dimenticarti sarà per l’altra vita, questa è già piena di promesse che ho mantenuto solo quand’era troppo tardi.
Chi pensa e parla ha le palle, chi riflette e non parla è diabolico.
Qualcuno potrà dirti: “Hai sbagliato tutto nella vita”! Non crederci. Qualsiasi cosa tu abbia fatto lo sentivi e se anche hai sbagliato, non una ma mille volte hai sempre avuto il coraggio di ammettere i tuoi errori e la forza di ricominciare e riprovare.
Sono pochi i doni della vita, l’amore, quello per la persona che hai a fianco, quello per i figli, per i genitori, pi l’amicizia, quella vicina, quella lontana che non vedi mai ma è sempre presente nel cuore, quando apprezzi questi due regali non hai bisogno di pretendere altro da lei, perché hai tutto ciò che serve per essere felice.
A volte quando si perde, si vince.
Una sera ho visto il cartone animato di “Alice Nel Paese Delle Meraviglie”. A un certo punto del film lei diventava grande e la testa usciva dal tetto della casa e le braccia dalle finestre. Di fronte a quella scena, ho preso coscienza che era ciò che stavo provando io. La mia casa era diventata troppo piccola per me, sentivo che non ci stavo più dentro. Dovevo andarmene, seguire anch’io il Bianconiglio.
Due parole. Giusto per uscire da un casino e infilarsi in un altro. Due parole, tipo “Ti amo”, dette controvoglia alla persona sbagliata o alla persona giusta che in quel momento non ne ha voglia. Due parole che possono pesare come due macigni rotti di cui ci si dimentica l’inevitabilità dei conseguenti sassolini. Due parole, le giuste due. Quelle che chiudono un discorso che non avrebbe meritato di essere stato aperto. Due parole per prendere le distanze dalle circostanze. Due parole per uscire da un tamponamento a catena, appiedato, e guarda un po’, solo sulle tue gambe. Il problema è che quelle due parole non escono mai al momento giusto. Ti tempestano i rimorsi e i rimpianti perché non sono state tempestive. Si ricomincia, signori, con poca sintesi e molta enfasi quando le due parole si moltiplicano. A questo punto, giustappunto, è meglio andare a capo. A capo di una situazione imbizzarrita ma non imbrigliabile. A capo e sul dorso di una vita che si rivela un cavallo di razza tanto più è incrociata. Un cavallo a un crocevia. Questa è la soluzione. Un cavallo piazzato improvvisamente spiazzato da tutte quelle croci che se ne vanno via. Due parole: “Vado via”. Mi correggo: “Forse torno”.