Carlo Bianco – Libri
Il fiore è la chiave fatata che apre alla gioia ogni cuore gentile e, qualche volta, consente all’uomo di sostarvi.
Il fiore è la chiave fatata che apre alla gioia ogni cuore gentile e, qualche volta, consente all’uomo di sostarvi.
Colui che accresce la sua conoscenza accresce il suo dolore.Il solo peccato è la stupidità.
Dice la legge del saggio orsacchiotto: meglio un bel libro al cesso che un libro di merda in salotto.
Entrò Carla; aveva indossato un vestitino di lanetta marrone con la gonna così corta, che bastò quel movimento di chiudere l’uscio per fargliela salire di un buon palmo sopra le pieghe lente che le facevano le calze intorno alle gambe; ma ella non se ne accorse e si avanzò con precauzione guardando misteriosamente davanti a sé, dinoccolata e malsicura; una sola lampada era accesa e illuminava le ginocchia di Leo seduto sul divano; un’oscurità grigia avvolgeva il resto del salotto.
Scrivere per me non è un hobby o uno svago o una passione. Per me scrivere è un urgenza improcastinabile. Se non proprio come il bisogno di mangiare, almeno come quello di cacare.
“Adesso, se lo vuoi ancora, sono qui. Tua. Per sempre”.Ed anche se sapevo – e lo avevo appreso duramente e fin troppo bene in quell’estate – che tutto sarebbe potuto cambiare. Anche se “per sempre” era un sacco di tempo, in quell’attimo non importava, perché l’eternità ci apparteneva.”Non hai mai creduto all’amore eterno”, mi ricordò.Era vero. Mi avevano sempre fatto ridere quei classici, tipo Cime Tempestose. Una reazione forse un po’ anormale, come sosteneva Cinzia.”È ancora così”, assentii. “Io non credo nell’amore, credo nel tuo amore…”.
Un libro è l’anticamera di un sogno.