Carlo Emilio Gadda – Vita
Non preoccuparti della vita, perché comunque non puoi uscirne vivo.
Non preoccuparti della vita, perché comunque non puoi uscirne vivo.
Fiumi azzuri e colline praterie, dove corrono dolcissime le mie malinconie.
È atroce accorgersi d’aver atteso una vita per cominciare a vivere quando vivere era tutta la vita.
La giovinezza non è un periodo della vita, e uno stato d’animo, che consiste una certa forma della volontà. In una disposizione dell’immaginazione, in una forza emotiva nel prevalere dell’audacia sulla timidezza, della sete dell’avventura, sull’amore per le comodità. Non si invecchia per il semplice fatto di aver vissuto un certo numero di anni, ma solo quando si abbandonano i propri ideali. Se gli anni tracciano i loro solchi sul corpo, le rinunce all’entusiasmo li traccia sull’anima. Essere giovane significa conservare a sessanta, a settant’anni, l’amore del meraviglioso, lo stupore per le cose sfavillanti e i pensieri luminosi, le sfide intrepide lanciate agli avvenimenti, il desiderio insaziabile del fanciullo per tutto ciò che è nuovo, il senso del lato piacevole e lieto dell’esistenza. Resterete giovani finché il vostro cuore saprà riceve i messaggi di bellezza, di audacia, di coraggio, di grandezza, di forza che vi giungono dalla terra da un uomo o dall’infinito. Quando tutte le fibre del vostro cuore saranno spezzate e su di esso si saranno accumulate le nevi del pessimismo e il ghiaccio del cinismo è solo allora che diverrete vecchi e possa Iddio aver pietà della vostra anima.
Inutile pensare di tornare indietro, la vita ti impone solo di proseguire. Tornare sul passato vuol dire vivere a metà.
Viviamo come parenti, invece di vivere come fratelli.
Siamo solo di passaggio. Eppure, anche in quel poco, facciamo male.