Carlo Maria Franzero – Medicina e salute
Se una infermità vi è nella mia mente essa non è abulia né impulsività, ma è l’eccesso di volontà.
Se una infermità vi è nella mia mente essa non è abulia né impulsività, ma è l’eccesso di volontà.
La civiltà ci ha sottratti alle spade, per farci meglio sentire la paura dei chirurghi.
Tutelare la mente da un invecchiamento precoce significa lasciar spazio alla creatività e non chiudere i conti con la vita. Dobbiamo vivere nel presente e liberare il cervello dalla marea di cose inutili con le quali lo imbottiamo. Per ritornare a considerare la vecchiaia come l'”età dell’oro” è opportuno smettere di chiedere al cervello prestazioni efficientistiche. Sentirsi giovani non significa ricordare i nomi dei compagni delle elementari. Meglio, molto meglio che la mente possa ogni giorno rinnovarsi attraverso fantasia e creatività.
Non sono riuscito a farti respirare, a farti vivere ancora un po, mentre il tuo cuore mi lasciava tra l’amarezza del mio pianto.
Quando la medicina avrà curato tutti i mali possibili, l’uomo sarà felice… da morire.
Risvegliare il sistema nervoso ed impegnarlo nel suo compito basilare di cercare opzioni migliori per l’organizzazione del nostro corpo porta ad uno stato di gioia e di ringiovanimento che è caratteristico dell’apprendimento creativo.
La procreazione non ha nulla a vedere con l’anima nostra! La generazione è funzione assolutamente materiale. È più che mai vera la teoria di Proclo, e l’anima è una parte immateriale perfettamente divisibile da noi. In ciascuno di noi vive uno spirito già vissuto. Vera è la filosofia Alessandrina: la psiche è un’essenza incorporea separabile dal corpo.